Prestiti per studiare, in sette mesi sono stati erogati oltre 87 milioni di euro

Facile.it e Prestiti.it, che hanno esaminato oltre 75.000 domande di prestito personale presentate tramite i due portali. Ammonta a 7.664 euro la cifra mediamente richiesta

prestiti personali

Nel corso dei primi sette mesi del 2018 sono stati erogati prestiti personali pari a oltre 87 milioni di euro per pagare i costi legati a studio, formazione e università. A rivelarlo è una stima elaborata dai siti di comparazione Facile.it e Prestiti.it

Dall’elaborazione,  realizzata su un campione di 77.338 richieste di prestito personale presentate tramite i due portali, tra l’1 gennaio e il 31 luglio 2018, è emerso che chi si è rivolto ad una società del credito per sostenere i costi legati alla formazione ha cercato di ottenere, in media, 7.664 euro, somma che intende restituire, sempre in media, in 4 anni e mezzo (55 mensilità).

Dalle donne le richieste maggiori
Dall’analisi delle domande di prestito personale destinato alla formazione e allo studio è emerso un altro dato interessante; quello legato alla percentuale di richieste provenienti da donne, molto più elevata rispetto ad altre tipologie di finanziamento. Guardando alle richieste totali, il campione femminile rappresenta, normalmente, circa un quarto delle richieste; nel caso dei prestiti personali destinati allo studio, invece, il peso percentuale delle donne sale fino ad arrivare al 38 per cento.

«Le spese legate allo studio possono essere molto elevate; secondo Federconsumatori uno studente universitario fuori sede, ad esempio, arriva a pagare più di 9.000 euro l’anno se si considerano anche vitto, alloggio e trasporti. L’impegno economico sale se ci si iscrive a un master o un corso post-universitario, ma anche chi manderà i propri figli al nido potrebbe dover sostenere esborsi non indifferenti», spiega Andrea Bordigone, responsabile BU Prestiti di Facile.it. «Ricorrere ad un prestito personale per sostenere i costi legati alla formazione può quindi essere una strategia efficace per ridurre l’impatto di queste voci sul budget familiare».

 

 

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