Primarie Pd, ancora non c’è data 

A otto mesi dalla sconfitta del 4 marzo è partito oggi ufficialmente il Congresso del Pd. Maurizio Martina si è dimesso, l’Assemblea nazionale, riunita all’hotel Ergife, si è sciolta e la Direzione dem ha nominato la Commissione congresso (presidente Gianni Dal Moro), l’organismo che reggerà il partito di qui all’elezione del nuovo segretario.  

Quando? Non si sa ancora. Oggi è stata siglata un’intesa per affidare alla stessa Commissione congresso, in cui sono rappresentate tutte le componenti dem, la decisione. Si vedranno martedì, la riunione è già stata fissata. Le opzioni tra il 17, il 24 febbraio e il 3 marzo sono tutte ancora aperte. Su questo, presumibilmente, si concentrerà il dibattito interno con polemiche annesse nei prossimi giorni.  

“Fosse per me le primarie si dovrebbero fare a inizio febbraio, ma non decido io”, ha detto Paolo Gentiloni. Matteo Orfini in Direzione ha fatto notare che prima di metà febbraio non ci sarebbero i tempi tecnici per le primarie. Né, formalmente, sono ancora in campo tutte le candidature. Oggi all’Ergife c’erano i candidati già in pista: Nicola Zingaretti, Matteo Richetti, Cesare Damiano (che ha parlato a lungo con il governatore del Lazio), Francesco Boccia e il giovane Dario Corallo. Ed anche i candidati in pectore Marco Minniti e il segretario uscente Maurizio Martina.  

Oggi Matteo Ricci ha diffuso un appello di oltre 500 sindaci per Minniti, una raccolta firme organizzata da Luca Lotti. “Serve una guida forte e autorevole, per un’opposizione netta e per un’alternativa riformista e di popolo”, scrive Ricci su Twitter. L’ex-ministro dell’Interno potrebbe sciogliere domani: è prevista la sua partecipazione alla trasmissione di Lucia Annunziata e in quella sede potrebbe annunciare la sua candidatura ma non il ticket con Teresa Bellanova.  

Minniti, a quanto viene riferito, non avrebbe risposto positivamente all’offerta dei renziani: un ticket con la ‘renzianissima’ Bellanova per garantire il sostegno compatto dell’area. “La cosa al momento è congelata”, si fa sapere. Però potrebbe esserci una lista collegata alla candidatura Minniti, la cosa era stata accennata a Salsomaggiore da Andrea Marcucci. Matteo Renzi, da parte sua, si tiene fuori. Oggi ha marcato plasticamente la distanza dalle dinamiche congressuali non facendosi vedere all’assemblea dell’Ergife.  

In attesa che si completi la griglia dei candidati, Zingaretti continua a marciare. “Faccio un appello a tutti quelli che vogliono il cambiamento: segnatevi in agenda la data delle primarie e venite a votare”, ha detto a margine dell’Assemblea lanciando una proposta: “Facciamo partecipare tutti, eliminando anche quell’euro previsto per poter votare perchè per votare non bisogna pagare ma basta fare una sottoscrizione. Se diamo il messaggio che insieme cambiamo pagina ci sarà una straordinaria risposta anche da chi si è sentito tradito da M5s e Lega. Tutti ai gazebo”.  

Il governatore del Lazio ha promesso: “Io farò di tutto per aprire una nuova stagione e una nuova speranza. Può farlo un partito aperto che sappia rifondare e rigenerare un campo nuovo. Non si deve tornare indietro commettendo gli errori del passato ma nemmeno stare fermi. Dobbiamo costruire una nuova strada che chiami la parte migliore a combattere. C’è la possiamo fare, mi auguro che le regole punteranno alla massima partecipazione di persone al Congresso”.  

Una standing ovation dell’assemblea ha salutato Martina che lascia la segreteria “orgoglioso”, dice, “del lavoro fatto. Passi cruciali sono ancora da compiere. Questo percorso ha solo cercato di dare alcuni segnali di premessa per un lavoro di ricostruzione” come è stato con la manifestazione i piazza del Popolo, “la prima che ha dato un segnale di reazione e che ha dimostrato come questo partito sia essenziale per l’alternativa alla destra”.  

Ed ora con l’apertura del Congresso, Martina ha invitato a mettere “in campo insieme una nuova stagione di unità. Capita che in una forza come la nostra, troppo spesso non riusciamo a far prevalere gli elementi che ci uniscono” ora “mettiamo in campo un congresso che sia in grado di stupire l’Italia per la sua concretezza e capacità di creare unità vera”. Anche in vista degli appuntamenti elettorali, le amministrative e le europee (oggi il candidato socialista Timmermans è intervento all’Ergife) di maggio. Martina farà sapere a breve quale sarà il suo ruolo nel Congresso, se da candidato o meno.  

(Fonte: Adnkronos)