Principessa Haya, una fuga da crisi diplomatica  

Si rischia la crisi diplomatica tra Dubai e Londra. La scintilla? La fuga della principessa Haya Bint al Hussein, la sorella di re Abdullah di Giordania che sarebbe fuggita dagli Emirati e dal marito, l’emiro di Dubai Sheikh Mohammed bin Rashid Al Maktoum, alla volta del Regno Unito, alleato chiave di Londra nella regione del Golfo. Al Maktoum, scrive il Guardian che evoca la possibilità di una crisi diplomatica, è sempre più sotto accusa per il ‘trattamento’ riservato alle donne. La principessa 45enne vivrebbe a Londra, in una residenza di super lusso nei pressi di Kensington Palace acquistata nel 2017 dal miliardario Lakshmi Mittal. Avrebbe paura di essere rapita e, secondo il quotidiano, potrebbe rivendicare l’immunità diplomatica grazie alla Giordania.  

Vicina alla famiglia reale e spesso immortalata al fianco della regina Elisabetta e del principe Carlo, la 45enne Haya, sesta moglie dell’emiro, sarebbe rimasta sconvolta dai dettagli appresi sul caso eclatante della ‘sparizione’ della 33enne principessa Latifa. La figlia di Sheikh Mohammed sarebbe fuggita da Dubai e – secondo ricostruzioni sempre smentite dagli emiratini – sarebbe stata poi ‘riacciuffata’ al largo delle coste indiane e costretta a rientrare a palazzo. 

Nel 2000 c’era stata la fuga di un’altra delle figlie di Al Makhtoum, la principessa Shamsa, vista per l’ultima volta nell’agosto di quell’anno per le strade di Cambridge da cui sarebbe stata prelevata. Così la principessa Haya – che non si sa se chiederà il divorzio dal marito 69enne, uno degli uomini più ricchi del mondo – vivrebbe scortata dai suoi bodyguard e, scrive il Guardian, circolano indiscrezioni secondo cui avrebbe chiesto la protezione della Polizia. 

Il Sun ci aggiunge del ‘sale’ e scrive di fonti in Medio Oriente secondo cui Al Maktoum sarebbe infastidito dalla “vicinanza” tra la principessa e una delle sue guardie del corpo. Circolano anche notizie – smentite dagli Emirati – secondo cui i potenti di Dubai avrebbero chiesto aiuto a Londra per riportare in patria la principessa. La sua storia rischia anche di rendere più difficili i rapporti tra Giordania ed Emirati.  

(Fonte: Adnkronos)