Procuratore fai-da-te, i calciatori ora si scoprono da soli

Sta per arrivare un software - Gloria - che permetterà di far incontrare giovani promesse del calcio e talent scout, senza bisogno di intermediari. Utilizzerà l'intelligenza artificiale: l'idea è di una donna

calcio

Per andare incontro alla gloria, molto presto, potrebbero bastare pochi elementi: uno smartphone, una connessione internet e, ovviamente, tanto talento. Senza costi eccessivi né troppi intermediari. Per il mondo del calcio sembra avvicinarsi una piccola grande rivoluzione. A guidarla un software che farà il suo debutto nei prossimi mesi – il lancio ufficiale è previsto a marzo 2019 – e che proverà a rendere più democratico e accessibile a tutti un ambiente sinora legato, specialmente nel passaggio dal dilettantismo al professionismo, ai buoni uffici dei vari procuratori con i club e alle disponibilità economiche delle famiglie (per portare i figli a sostenere i provini o per pagare le parcelle degli agenti). “Gloria”, appunto (questo il nome – profetico? – del tool), inverte questa logica: un grande archivio che, incrociando miliardi di dati, proverà a far emergere i potenziali campioni del futuro.

L’IA entra in tackle
Perché il funzionamento di “Gloria”, nonostante la complessità del sistema e l’obiettivo ambizioso, è molto semplice ed è simile agli altri servizi basati sul
matching (incontro tra due persone, tra domanda e offerta, in base a determinati requisiti), arricchito dal supporto dell’intelligenza artificiale e dell’ingegneria video. Qualsiasi calciatore, dalle giovanili ai livelli più alti, in qualsiasi area del pianeta potrà caricare sulla piattaforma un filmato (fatto direttamente col cellulare) che riprende le sue gesta, completandolo con poche altre caratteristiche personali (nome, età, sesso, provenienza geografica, eventuale squadra d’appartenenza, posizione in campo, una breve descrizione). A quel punto, il video diventerà il curriculum dell’atleta. Sarà compito dell’IA incrociare i dati, misurando le abilità tecniche (ma anche caratteriali). Un giudizio, quello della tecnologia, che difficilmente sbaglia. Così da trasformarsi in oro colato per gli operatori. Un archivio mastodontico che tenterà di debellare lo spreco dei talenti, facendo spiccare quelli che pur avendo le carte in regola non hanno adeguata visibilità.

Sistema democratico 
Chiunque potrà interrogare il software: società, agenti, talent scout, federazioni, leghe calcistiche. Alla ricerca del giocatore che meglio corrisponde al profilo di cui hanno bisogno in quel momento o dei prospetti più promettenti. Superando più di un ostacolo: migliaia di ragazzi avranno l’opportunità di mostrare le proprie qualità (cosa che, la maggior parte di loro, attualmente non può fare), i club potranno andare quasi a colpo sicuro (pre-filtrando gli atleti), il mercato diventerebbe più trasparente (eliminando gli odiosi fenomeni di corruzione, di favoritismi, di veti incrociati che spesso i protagonisti del calcio si pongono a vicenda). Anche il ruolo dei procuratori sarebbe destinato a cambiare: potranno pescare i loro assistiti anche dalla piattaforma e proporli alle società, facendo da intermediari ma senza più l’ampio margine di manovra di cui alcuni godono oggi. Di fatto si renderebbe molto più democratico l’intero sistema calcio. 

Victoire Cogevina Reynal

L’idea è donna
Un’impresa che è il frutto dell’esperienza personale. Perché dietro “Gloria” c’è chi conosce bene questo settore: Victoire Cogevina Reynal, una ragazza d’origine argentina di appena 27 anni che assieme alla madre, l’agente FIFA Shalimar Reynal, ha fondato negli Stati Uniti una affermata società (la SR All Star) che assiste parecchi atleti professionisti, occupandosi sia delle loro prestazioni sportive sia dei diritti d’immagine, collaborando con sponsor e team (soprattutto della Major League Soccer americana). Un’idea che è subito piaciuta a un gruppo di investitori asiatici, che ha deciso di finanziare lo sviluppo del tool. Facendo entrare Victoire in quel 2 per cento di donne imprenditrici – una delle poche Under 30 – che sono riuscite a sfondare in Silicon Valley; la prima con un progetto dedicato al calcio. Un talento, esploso, al servizio di tanti altri talenti, inespressi.

 

 

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