“Può accadere di tutto”  

di Luca Monaco
 

“La partita non è conclusa, per finire quest’opera dovranno passare sui nostri corpi. Sabato vogliamo andare al cantiere, l’obiettivo sarà avvicinarsi il più possibile, quello che succederà non lo sappiamo. Ma riuscire a bloccare la Tav significa rompere un sistema di potere che è quello che governa questo Paese”. Dana Lauriola, 37 anni, educatrice, militante del movimento No Tav da sempre, racconta all’Adnkronos i preparativi del movimento in vista della manifestazione convocata per sabato prossimo al cantiere di Chiomonte. 

In allerta 007 e antiterrorismo
 

Bufera sulla Tav
 

Dopo la marcia indietro del M5S e l’annunciato via libera del governo alla Torino-Lione, “la gente è arrabbiata”, non lo nasconde Lauriola. Che però precisa: “La manifestazione era convocata da settimane ed è inserita nel programma del nostro festival annuale ‘Alta felicità’”, che si svolge a Venaus da domani a domenica. “Sabato interromperemo il festival per andare il cantiere – dice – l’anno scorso eravamo settemila e anche quest’anno speriamo di essere in migliaia”.  

L’attivista non si avventura in previsioni numeriche sulla partecipazione. “Quello che ci interessa è mostrare alle persone cosa significa vivere tutti i giorni in un territorio militarizzato – accusa – essere dei bersagli per lo Stato: questo noi non lo accettiamo. Perché finché la gente non vede con i propri occhi a cosa è sottoposta un’intera comunità, non ci crede”. C’è un pezzo di Val Clarea, prosegue la militante No Tav, “che continua a essere distrutta da quel cantiere allestito in una fortezza naturale che però noi negli anni abbiamo continuato a espugnare”. 

Del resto, la battaglia ‘della valle’ contro l’alta velocità “non inizia e non si conclude oggi – ripete Lauriola – alle nostre assemblee ci sono i 15enni insieme ai loro nonni di 80 anni che iniziarono questa lotta 30 anni fa. Siamo una comunità che si è formata nella lotta e continua a lottare”. Negli anni, il movimento ha assistito alle mille contraddizioni e alle tante giravolte delle forze politiche in Parlamento. A proposito di attualità, “la Lega, per esempio, una volta era contraria, i loro rappresentanti venivano alle nostre assemblee – ricorda Lauriola – oggi è a favore. Rifondazione cambiò idea all’epoca del governo Prodi, ora ha cambiato idea anche il M5S. Ecco perché noi diciamo sempre che ‘non ci sono governi amici’”. 

Dunque Lauriola torna sull’allerta sicurezza in vista del corteo di sabato. “La gente ci chiede in queste ore se ci saranno incidenti, non ci interessa alimentare questo clima di terrore che stanno ingenerando. Noi siamo tranquilli, proveremo ad avvicinarci il più possibile al cantiere – preannuncia – sono 30 anni che lottiamo, con la schiena dritta. La partita non è finita. Per fare quest’opera dovranno passare sui nostri corpi”.  

(Fonte: Adnkronos)

Annunci