Quali sono i migliori ospedali italiani? La classifica è online

Un sito confronta le performance delle strutture sanitarie del nostro Paese in base a dati istituzionali

epilessia

Per fare in modo che il paziente conosca l’azienda ospedaliera più affidabile per un particolare tipo di intervento è stato ideato nel 2013 Doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane con un database di oltre 2000 centri.

Gestito da un team di esperti e professionisti del settore sanitario, il sito confronta le performance delle strutture italiane in base a dati istituzionali. Cercando la patologia di interesse si accede a una serie di risultati che riportano i centri ordinati per numero di interventi, per vicinanza o altri criteri. Ciò è possibile solo per le patologie che dispongono di una valutazione istituzionale.

La valutazione viene fatta in base a indicatori di qualità: sono dati validati e diffusi dal Programma Nazionale Esiti (gestito dall’Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari Regionali, per conto del ministero della Salute), dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Sistema Informativo Trapianti. Il semaforo verde indica che, se esiste una soglia ministeriale questa viene rispettata.

I centri possono essere ordinati anche in base al giudizio degli utenti, con una valutazione da 1 a 5 sia sulla struttura sanitaria sia sull’area specialistica.

Interventi e performance
Il numero annuo di operazioni rappresenta uno dei parametri più importanti per valutare le performance di un ospedale: è indicativo dell’esperienza acquisita, una vasta letteratura scientifica dimostra come un alto volume di attività abbia un impatto positivo sugli esiti delle cure.

Sulla base del volume annuo di interventi chirurgici, oltre che su altri indicatori, Doveecomemicuro.it ha stilato diverse classifiche. Quella sui trapianti d’organo (fonte: Sistema Informativo Trapianti 2016) è creata a partire dal volume annuo di trapianti di rene, fegato, cuore, polmone e pancreas e cellule pancreatiche. Per numero di trapianti di rene, cuore e polmone svetta l’ospedale di Padova; l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana e l’ospedale San Raffaele di Milano sono primi rispettivamente per volume di trapianti di fegato e di pancreas.

Quando arriva la cicogna
Per il volume annuo di parti (fonte: PNE 2017) nelle prime 5 posizioni compaiono il Sant’Anna di Torino, il Policlinico di Milano, il Fatebenefratelli di Roma, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il Policlinico Gemelli di Roma.

Le autorità ministeriali hanno stabilito alcuni punti fermi che consentono di valutare la bontà di un punto nascita. In base all’accordo Stato Regioni del 2010, questi devono eseguire almeno 1000 parti annui. Importante è la giusta proporzione di tagli cesarei, indice di adeguatezza delle cure. «Il parto cesareo rispetto a quello naturale comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino e dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni specifiche», spiega Elena Azzolini, medico specialista in sanità pubblica e membro del comitato scientifico di  Doveecomemicuro.it. I valori massimi fissati dal ministero della Salute sono: 25 per cento per i punti nascita che effettuano più di 1000 parti all’anno e 15 per cento per quelli che ne eseguono meno di 1000. L’Italia è tra i Paesi europei che eseguono più cesarei. Negli ultimi anni, però la situazione è migliorata: i tagli cesarei primari sono calati dal 29 per cento del 2010 al 24,5 per cento del 2016.

Operazioni e ricoveri
Passando alle malattie cardio-vascolari, prima causa di morte in Italia (fonte: Istat 2018), il portale ha stilato alcune classifiche in base al volume di ricoveri: al 1° posto per l’infarto miocardico acuto si posiziona l’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara; per il bypass aortocoronarico, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti Ancona “G. M. Lancisi”; per l’aneurisma dell’aorta addominale non rotto, l’ospedale San Raffaele – Gruppo San Donato di Milano; per l’angioplastica coronarica, il Centro Cardiologico Monzino IRCCS di Milano (fonte: PNE 2017).

Per quanto riguarda la neoplasia alla mammella si posiziona al primo posto l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano: nel 2016 ha eseguito 2886 interventi.

 

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