Gregoretti: Salvini va a processo, ma Di Pietro attacca Conte: ‘Se c’è reato, lui come Ponzio Pilato’

Antonio Di Pietro è stato ospite della trasmissione Quarta Repubblica. Nell’occasione si è tornati a parlare del caso Gregoretti.  Matteo Salvini, per la sua condotta relativi ai fatti dello scorso luglio, doverà andare a processo dopo il voto definitivo del Senato.  Uno scenario che, secondo l’ex magistrato, racconta solo parzialmente la verità su ciò che dovrebbe accadere a livello processuale. A suo avviso, qualora si configurasse l’ipotesi di reato, l’ex Ministro dell’Interno non potrebbe essere considerato l’unico responsabile.

Caso Gregoretti risale allo scorso luglio

Nel luglio del 2019 la nave militare italiana salvò, in due distinte operazioni nel Mediterraneo, 131 migranti.  Arrivata nel porto di Augusta, non ebbe autorizzazione a farli sbarcare per circa sei giorni. L’intento di Salvini era lo stesso utilizzato quando si negava l’apertura dei porti alle Ong: sensibilizzare l’Europa a prendere contezza del problema e a lavorare in maniera collettiva ad una redistribuzione. Quell’atteggiamento, invece, gli costa un’accusa di sequestro di persona. Secondo Di Pietro, però, le responsabilità dovrebbero quantomeno essere condivise con altre componenti dell’allora governo.

Per Di Pietro Conte come Ponzio Pilato

Antonio Di Pietro, da ex magistrato, ha fornito un parere sulla vicenda da ospite di Nicola Porro. “Quella nave – sottolinea –  era italiana e c’erano disperati, ma una decisione del genere la prende il Parlamento, se c’è il reato non l’ha fatto solo Salvini, il Presidente del Consiglio e i ministri hanno fatto come Ponzio pilato, lavandosene le mani”.

Parole che, perciò, sembrano avere una nuova chiave di lettura su una vicenda che aveva già fatto discutere per il sospetto che il voto di mandare Salvini a processo avesse più matrice politica che altro.