Quattro donne nel mirino di Trump  

”Tornate da dove siete venute”. Recita così il tweet postato ieri dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro quattro deputate entrate nel Congresso americano dopo le elezioni di metà mandato dello scorso novembre. Un attacco diretto alle ”deputate democratiche ‘progressiste’ che vengono da Paesi i cui governi sono una catastrofe totale e completa, i peggiori, i più inetti del mondo”, ha scritto Trump. 

Il presidente americano non ha fatto nomi, ma il riferimento è evidente alle deputate criticate più volte negli ultimi giorni, ossia Alexandria Ocasio-Cortez di New York, Rashida Tlaib del Michigan, prima donna di religione islamica a venir eletta al Congresso, Ayanna Pressley del Massachusetts e Ilhan Omar del Minnesota, nata a Mogadiscio e giunta negli Stati Uniti a 10 anni, diventata cittadina statunitense nel 2000. 

Le quattro, raggiunte dalle accuse, non si scompongono: ”Non abboccate”, hanno detto durante una conferenza stampa, l’obiettivo di Trump è quello di ”volervi distrarre dal caos e dalla politica corrotta di questa amministrazione”.  

L’attenzione dovrebbe essere mantenuta sulle politiche di Trump e non sulle sue parole, ha detto Pressley, invitando a ”non abboccare” e affermando che si tratta di un ”tentativo di distrarre dal caos e dalla politica corrotta di questa Amministrazione”.  

Omar e Tlaib hanno chiesto che Trump venga perseguito per commenti razzisti e xenofobi. Pressley ha invece respinto il tentativo del presidente ”di marginalizzarci e di metterci a tacere”, affermando che ”siamo più di quattro persone. La nostra squadra è grande. La nostra squadra comprende chiunque sia impegnato a costruire un mondo più giusto”. Omar ha aggiunto che ”gli occhi della storia ci stanno guardando”, condannando ”le operazioni di deportazione di massa” e ”gli abusi dei diritti umani al confine”. 

(Fonte: Adnkronos)

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