Qube Roma, in carcere due fratelli: avevano investito buttafuori senegalesi

Ci sono voluti dieci giorni, ma alla fine i delinquenti sono finiti nelle mani della Polizia e trasportati in carcere

Caccia terminata. Ci sono voluti dieci giorni, ma alla fine i delinquenti sono finiti nelle mani della Polizia e trasportati in carcere (custodia cautelare) con l’accusa di tentato omicidio aggravato dall’odio razziale: le indagini hanno consentito di identificare B.G. e B.D., due fratelli pregiudicati di Tor Bella Monaca di 30 e 27 anni. Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio, a seguito di una lite scaturita dal mancato ingresso all’interno della discoteca Qube di Roma (erano ubriachi secondo i buttafuori), i due fratelli si erano resi protagonisti di una scena da far west: non accettando il rifiuto all’ingresso del locale, sono saliti a bordo di una macchina di grossa cilindrata, una Mercedes classe B, con la quale hanno investito gli addetti alla sicurezza del “Qube”. Tra parentesi uno dei buttafuori è stato scaraventato per molti metri dopo aver urtato contro il cofano. Durante il litigio, i due ragazzi hanno espresso frasi dall’evidente contenuto razziale contro gli addetti alla sicurezza, cittadini senegalesi.         

La nota della Polizia
La loro latitanza è finita: adesso la giustizia farà il suo corso. «Gli investigatori della Sezione Omicidi della Squadra Mobile di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, hanno posto in essere una vasta e serrata attività di ricerca dei responsabili tale da indurre i due uomini a costituirsi negli uffici della Squadra Mobile», ha scritto la Polizia nel comunicato. 

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