Quota 100, Durigon: «Opportunità per i giovani che cercano lavoro stabile»

Il sottosegretario al Lavoro parla dei nuovi posti che si verranno a creare grazie al provvedimento e sull'incontro con i sindacati al Viminale precisa che la prossima manovra verrà scritta a Palazzo Chigi

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L’allarme lanciato dagli uffici pubblici, al collasso dopo l’introduzione di Quota 100, non sembra preoccupare il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, convinto che la misura sarà una scossa per l’occupazione e che entro aprile del prossimo anno ci sarà un turn over completo. «Quasi quasi – spiega in un’intervista al quotidiano La Stampa – spero che i posti vacanti aumentino. Finalmente ci dobbiamo preoccupare di trovare persone da assumere e non di lavoratori che rischiano il licenziamento».

Opportunità per i giovani
Per quanto riguarda i 52 mila dipendenti che hanno presentato domanda per Quota 100 e che altrettanti posti rimarranno vuoti e l’allarme lanciato dai sindacati, Durigon ritiene che la situazione possa essere «una opportunità. Soprattutto per i tantissimi giovani che attendono di trovare un lavoro stabile». E aggiunge: «Per questo infatti, spero che la situazione si evolva ulteriormente e che altre persone chiedano di andare in pensione».

Incontro con i sindacati
Oggi, il sottosegretario sarà presente a Palazzo Chigi per l’incontro tra il premier, Giuseppe Conte e le parti sociali sulla prossima manovra economica. Incontro che verrà replicato domani al Viminale, ma a cui non parteciperanno i segretari dei principali sindacati. Tuttavia, spiega Durigon in un’intervista al Messaggero, «il tavolo di Matteo Salvini al Viminale sarà, ed è, complementare a quello con il presidente Conte». Inoltre, aggiunge, la mancata presenza dei segretari generali dei sindacati non deve essere intesa come una sfiducia nei confronti della Lega: «La Furlan manderà per la Cisl il vice. Poi, se i sindacati chiedono un confronto e poi non si presentano sbagliano: gli assenti hanno sempre torto».Infine, il sottosegretario alla domanda su dove sarà scritta la manovra, a Palazzo Chigi o al Viminale, risponde: «A Palazzo Chigi, ma terrà conto delle nostre proposte. C’è un contratto che ci lega a un programma e noi ascoltiamo tutti», e allontana l’immagine di due tavoli paralleli.

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