Quota 100, Padoan: «Da eliminare». Laura Castelli: «Migliorabile»

Le parole del parlamentare Pd ed ex ministro dell'Economia e la valutazione della viceministro all'Economia nello scorso governo Conte e data dai "rumors" in corsa per la conferma

governo Conte bis
Pier Carlo Padoan (foto da Twitter @PCPadoan)

«Quota 100 è una misura che io ho sempre ritenuto dannosa e dovrà essere gradualmente eliminata secondo me per essere rimpiazzata da misure che funzionano meglio». Queste le parole di Pier Carlo Padoan, parlamentare del Pd ed ex ministro dell’Economia, ad Agorà su Rai3.

Le parole della Castelli
E su reddito di cittadinanza e Quota 100  è intervenuta anche Laura Castelli, già viceministro all’Economia nello scorso governo Conte e data dai “rumors” in corsa per la conferma. «Tutto è migliorabile, con i colleghi del Pd se ne è parlato. Io penso che tutto si possa migliorare», ha detto la Castelli rispondendo a margine di Digithon, la maratona digitale che si è svolta nei giorni scorsi a Bisceglie, a quanti gli chiedevano se le due misure avrebbero potuto subire delle modifiche col nuovo governo. «Chi fa politica – ha detto la Castelli – deve imparare, come abbiamo imparato noi in questo anno e mezzo, che le cose possono essere migliorabili: uno le fa, le osserva e quando può migliorarle lo fa». «Vediamo, io faccio questo, mi occupo di economia, abbiamo fatto tante cose su cui possiamo proseguire», ha risposto a quanti gli chiedono se verrà confermata nell’incarico nel nuovo governo. Per Castelli, il «Conte Bis ha dentro molti temi dai quali si è partiti dopo un anno e mezzo di lavoro», come «il tema del Green, dell’economia verde, il tema della riduzione fiscale».

Secondo Castelli, «i colleghi del Partito Democratico hanno deciso di incarnare insieme a noi questo percorso e per questo c’è un programma comune che ci ha permesso di ripartire con un progetto a lungo termine». «C’è sempre una parte del Paese che scende in piazza, io credo che sia una manifestazione di libertà e quindi non credo ci sia motivo di preoccuparsi. C’è ancora la democrazia in questo Paese e ognuno è libero di esprimersi e manifestare ciò che vuole nelle forme previste dalla costituzione», ha detto a quanti gli chiedevano delle manifestazioni di protesta di Lega e Fdi a Montecitorio in occasione della fiducia per il nuovo governo. «Io credo che si poteva provare a pensarci ancora. Forse è stata la fretta. Si poteva dare due colori politici diversi al Ministro dell’Economia e al Commissario, proprio per lavorare meglio su fronti molto importanti», ha commentato alla domanda di Marco Palombi del Fatto Quotidiano se «è stato piacevole indicare Paolo Gentiloni a commissario Ue».

La nomina di Gentiloni
«Non che lui non sia una persona capace – ha sottolineato Castelli su Gentiloni – ci mancherebbe, non ho lavorato con lui personalmente, ma tutti mi dicono che sia una persona preparata e non ho nessun motivo per non crederci. Si poteva pensare ancora un po’ se avessimo avuto un po’ più di tempo. Tra l’altro non è detto che riusciamo come Italia a prendere la concorrenza e questo è un altro problema, quindi bisognerà fare un’altra battaglia, perché la concorrenza sarebbe un bel tema da portare a casa. Quell’ambito non è facile. Ci sono tanti altri Paesi… che dirti».