Quote rosa, una proposta per prorogare la legge sulla parità di genere

Se ne è discusso durante una conferenza a Montecitorio organizzata da Forza Italia e aperta a tutti i gruppi parlamentari

quote rosa
(Foto da Twitter)

Una proposta di legge per prorogare la legge 120/2011, la cosiddetta Golfo-Mosca (dal nome delle sue promotrici), per contrastare la consistente discriminazione verso le donne nei consigli d’amministrazione delle aziende. L’iniziativa è stata lanciata dalla deputata di Forza Italia, Cristina Rossello, durante una conferenza a Montecitorio. All’incontro hanno partecipato anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Maria Stella Gelmini, la vicepresidente della Camera, Mara Carfagna (FI), l’ex ministro dell’Economia Piercarlo Padoan (Pd), l’ex parlamentare del Pdl Lella Golfo e l’europarlamentare del Partito democratico Alessia Mosca, promotrici nel 2011 della legge 120 che ha introdotto le “quote rosa”. La Rossello ha ricordato come, dal 2010, quando la presenza femminile nei cda era pari al 6 per cento, ad oggi, i numeri si sono quintuplicati. Grazie alle misure previste dalla legge sulle quote rosa, infatti, nel 2018 la percentuale di donne all’interno dei cda delle aziende era pari al 33,5 per cento. Tuttavia, la legge è in scadenza e necessita di una proroga dato che i suoi effetti andranno a esaurirsi nel 2021. Il provvedimento infatti, impone alle società quotate in borsa, di nominare al primo rinnovo del cda, almeno un quinto dei componenti del sesso meno rappresentato e, nei due successivi rinnovi la quota diventa un terzo. La proposta di legge prevede di aumentare i mandati da 3 a 6.

Prorogare la legge per non disperderne i risultati
L’ingresso delle nuove amministratrici, ha spiegato la Rossello, ha risposto a un principio di equità di genere, contribuendo a modificare i vertici delle società: «Hanno ridotto l’età media, aumentato il livello medio d’istruzione, la diversità in termini d’età, il background professionale. […] Il cambiamento c’è stato e il trend è positivo, ma ci rendiamo conto che se dovessimo esaurire tutto questo nei tre mandati che abbiamo sarebbe veramente un effetto insoddisfacente per quello che stiamo raggiungendo e stiamo facendo e questa proposta non deve finire così», ha concluso la deputata forzista.
Durante la conferenza, Maria Stella Gelmini ha sottolineato il contributo della legge Golfo-Mosca nel colmare un divario profondamente radicato, permettendo di raggiungere traguardi difficilmente ipotizzabili senza il provvedimento. «Dobbiamo interrogarci, però, se la tempistica prevista dalla legge sia sufficiente a dare stabilità a questi importanti obiettivi raggiunti. Una proroga della legge sarebbe lo strumento utile per non disperdere i risultati raggiunti».

Le donne sono un valore aggiunto
La Gelmini, ha proseguito ricordando come l’Italia sia ancora lontana dalla parità di genere, soprattutto per quanto riguarda i salari. E ha aggiunto: «Di fronte ad uno strumento che ha consentito di fare passi in avanti significativi, abbiamo il dovere di non tornare indietro e fare in modo che risultati si possano consolidare e implementare nel tempo». Per questo, ha auspicato, da parte di tutti i gruppi parlamentari, la condivisione più ampia della proposta di legge.
Infine, durante il suo intervento, Mara Carfagna ha sottolineato come, secondo il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) «una quota più elevata di donne nei consigli di amministrazione bancari porta a una maggiore resilienza finanziaria». E sull’importanza delle quote rosa ha aggiunto: «A nessuna donna piace l’idea delle quote di genere: tutte vogliamo essere scelte per i nostri meriti, la nostra preparazione, la nostra tenacia. Ma a volte dobbiamo accettare che sono proprio le quote a creare le premesse per l’eguaglianza di opportunità alla quale una società liberale e democratica aspira».

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