Ragusa: le lacrime di Salvini sui cuginetti falciati, ‘Maledetti infami, qui troppa omertà’/Adnkronos 

(dall’inviata Elvira Terranova) – Non riesce a trattenere le lacrime, Matteo Salvini, durante l’incontro con i genitori dei piccoli Simone e Alessio D’Antonio, i due cuginetti di 12 anni travolti e uccisi lo scorso luglio sull’uscio di casa a Vittoria (Ragusa) da un suv guidato da un giovane sotto effetto di cocaina e ubriaco. Il vicepremier ha voluto fare visita “da papà di due figli” ai genitori dei due bambini che lo hanno accolto proprio nella casa in cui è avvenuta la tragedia. Visibilmente provato, commosso, Salvini, ha voluto poi vedere il luogo esatto dell’incidente e ha voluto incontrare il dirigente della Squadra mobile di Ragusa Antonino Ciavola, che ha condotto l’inchiesta che dopo poche ore ha portato all’arresto di Rosario Greco, 37 anni, accusato di omicidio stradale aggravato, di omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Gli altri tre che erano in auto sono liberi. Un incontro toccante, “interrotto più volte dalle lacrime di tutti”, come racconta chi era presente nell’appartamento di via IV Aprile.

“Ci può stare un incidente stradale in bicicletta o sulle strisce, ma non che sei seduto su un gradino e c’è un coglione, un tossico, infame e maledetto, ubriaco, che scende a 160 all’ora – dice poi Salvini parlando con i giornalisti – Mi vergogno per chi lo ha messo al mondo e chi lo copre. Mi fa schifo questa gente”. Presente all’incontro anche il giornalista Paolo Borrometi, che vive sotto scorta per le sue denunce del malaffare nel ragusano, e che nell’ultimo mese è stato molto vicino ai genitori dei due cuginetti. Il giornalista ha raccontato al vicepremier le difficoltà che vive il ragusano. E alla fine il ministro ha detto ai cronisti: “Ringrazio il giornalista Paolo Borrometi e coloro che sono in trincea e che non devono sentirsi soli. Punto”. E poi la denuncia. Durissima. “Spero solo che questo doppio sacrificio svegli la comunità, perché qui c’è una connivenza, una omertà, una paura, un silenzio che ho trovato in poche altre zone di Italia”. “Sono stato a Locri, a Corleone ma non ho trovato questi silenzi- dice – bisogna dare coraggio a chi rispetta le regole. Me ne occuperò appena torno al Ministero. Qua c’è da portare via pure le ultime mutande a questi delinquenti. Se non reagisce la comunità, non servono neppure 500 poliziotti in più. Ma se poi per paura gli appalti li dai a questi delinquenti, come i trasporti e i funerali, non serve. Ma ho dato la mia parola ai genitori di Alessio e Simone che ci sentiremo ogni settimana e che verrò spesso a Vittoria”.

“Tornerò con in dote forze dell’ordine ma nella coscienza delle persone non posso entrare”, spiega poi. Paolo Borrometi aveva raccontato dopo i funerali dei due bimbi che l’agenzia di pompe funebri a cui sono state affidate le esequie del piccolo Alessio è gestita da un amico di Angelo Ventura, che era a bordo dell Jeep che ha ucciso i due piccoli. “Ci vogliono muti, ma questo è il momento di urlare. Lo dobbiamo fare per noi, per i nostri figli, per i più piccoli come Alessio e Simone. Perché mentre piangiamo per loro a Vittoria continua ad accadere di tutto e lo Stato purtroppo arranca”.

“Puoi solo promettere giustizia, purtroppo non si possono riportare in vita Simone e Alessio”, ha poi detto Matteo Salvini conversando con i giornalisti. “Mi rifiuto di pensare che fra qualche anno questo quattro infami passeggino per il paese – dice ancora Salvini -Indietro non si può tornare, ci sono due fratellini, c’è la famiglia e poi ci sono le persone che devono andare in galera, perché se uno guida ubriaco, drogato, a 160 all’ora in una strada stretta e fa saltare le gambe a due bambini non può stare tranquillo e tornare a casa dopo pochi anni di carcere. Quando parlo di riforma della giustizia, parlo di questo di vita reale. Stando alle leggi di oggi questo infame tra cinque o sei anni passeggia per Ragusa o Vittoria, e gli altri a bordo lo stanno già facendo”.

Matteo Salvini dopo la visita ai genitori dei due cuginetti non ha voluto parlare della crisi di governo. “Non voglio inquinare questa mattinata impegnativa parlando di crisi, di Renzi, o della sfiducia. Ne parlerò da oggi pomeriggio”, si è limitato a dire. “Come mi sembrano lontane queste polemiche da qui. In questa mattinata. Non mi interessa”, ha aggiunto a chi gli ha chiesto un commento sulle parole del leader grillino Di Maio che lo ha definito “traditore” e “Dudu” dal nome del cane di Berlusconi.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, al termine della visita, ha regalato ai genitori dei piccoli Simone e Alessio, una medaglietta sacra della Madonna di Medjugorie. Prima di consegnarla ha voluto baciare la medaglietta. Il vicepremier ha promesso ai genitori che si sentiranno “ogni settimana”.

Poi l’annuncio di Matteo Salvini: “Fra Vittoria, Gela, Niscemi e Pachino avremo un’attenzione doppia perché qui la situazione è molto più complicata rispetto ad altre zone del paese. Appena torno al Ministero avrò un’attenzione particolare per questo territorio”. E dopo la visita ai genitori dei piccoli Simone e Alessio ha annunciato che tornerà a trovare i signori D’Antonio.

Prima di fare visita ai genitori dei due bimbi, Salvini è andato al Comune di Vittoria. All’uscita il ministro dell’Interno è stato contestato da alcune decine di persone. Un gruppo di manifestanti ha insultato il leader della Lega urlando “sciacallo” e “assassino”, proprio come avvenuto il giorno prima a Catania e in serata a Siracusa.

E nel pomeriggio arriva la nota della segreteria provinciale dell’Assostampa di Ragusa che ha espresso “forte disappunto per il trattamento riservato oggi ai giornalisti a Vittoria, impegnati nel loro lavoro professionale, a seguito della visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini”. “I cronisti sono stati trattenuti per ore ed ore sotto un sole cocente e in un recinto da fattoria di orwelliana memoria – si legge in una nota del sindacato dei giornalisti – per poter registrare e riportare le dichiarazioni del ministro dell’Interno dopo l’arrivo in municipio e la visita ai genitori dei due bambini uccisi lo scorso 11 luglio”. “Una pessima organizzazione – conclude la nota – in cui la categoria dei giornalisti non è stata per nulla rispettata e ha dovuto esercitare il suo diritto dovere di informare la collettività in condizioni disumane e con alcuni colleghi che hanno accusato lievi malori per il forte caldo. Non era più logico e razionale forse procedere ad accreditare i giornalisti e a fare incontrare il ministro in un sala di Palazzo della Città? Si esprime forte l’auspicio che episodi del genere non abbiano più a ripetersi nel rispetto principalmente della persona e successivamente del giornalista”. Intanto Matteo Salvini ha lasciato Vittoria per recarsi a Roma, in vista degli ulteriori sviluppi della crisi di governo.

(Fonte: Adnkronos)

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