Rdc, Salvini: «Ho mille dubbi speriamo possa creare lavoro»

Il vicepremier e ministro dell'Interno, intervistato da Radio 24, si dice scettico sul provvedimento tanto caro al MoVimento 5 Stelle

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Nonostante i tanti piccoli litigi, di volta in volta ricomposti (o meno), il governo sembra andare avanti, come dimostra il voto che ha portato all’approvazione del decreto sicurezza bis. Tuttavia, portare avanti un esecutivo a forza non è l’intenzione del leader della Lega, Matteo Salvini che, in un’intervista a Radio 24 spiega: «Tornerò a chiedere il voto degli italiani se dovessi avere certezza che le strade di Lega e M5S sono ormai troppo diverse su temi come lavoro, energia, scuola. Per la Lega non ho mai chiesto mezza poltrona in più». E aggiunge: «Non voglio regalare agli italiani altri mesi di litigi, di polemiche, di insulti, sulla Tav abbiamo perso un anno, così sulla giustizia o sull’autonomia».

Scontro sull’alta velocità
Proprio sulla Tav, però, potrebbe consumarsi il nuovo scontro tra le due componenti di governo. Domani, infatti, il Senato affronterà la questione della tratta Torino-Lione con le varie mozioni pro e contro (come quella dei 5 Stelle). «Non allarmiamo chi ci ascolta – spiega il vicepremier – non si disfano i governi in base a come ci si alza la mattina, quello che farò, lo farò per interesse nazionale, i nostri nonni insegnano che la pazienza ha un limite, ma all’ottavo no inizia a essere complicato. Vediamo che cosa succede domani. Mi sembra che gli italiani hanno votato in maniera chiara, che i piemontesi hanno votato in maniera strachiara. Anche Conte si è reso conto – sottolinea – Mi sembrerebbe assurdo – fermare tutto, perché significherebbe – che bisogna lasciare i lavori a metà, ma i no non servono».

Critiche al reddito di cittadinanza
Salvini, inoltre, si dice scettico su uno dei provvedimenti più importanti del MoVimento 5 Stelle, il reddito di cittadinanza: «Ho mille dubbi sul reddito cittadinanza – rivela – speriamo possa creare lavoro». E sulla proposta avanzata dal MoVimento sul salario minimo ricorda: «Prima viene il taglio delle tasse. Prima di ridistribuire bisogna crearla la ricchezza».

L’allarme dell’Unc
A rinforzare i timore di Matteo Salvini sul reddito di cittadinanza si aggiunge l’allarme lanciato dal presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona che, commentando i dati Inps relativi  alle 896.173 domande accolte a luglio per il reddito e la pensione di cittadinanza, ha affermato che «solo il 49,19 per cento di chi ne avrebbe diritto e bisogno ha avuto il sostegno del reddito di cittadinanza. Meno del 5° per cento delle famiglie povere assolute, pari, secondo l’Istat, a 1 milione e 822 mila, ha avuto un aiuto da parte dello Stato. Il problema della povertà, quindi, è ben lungi dall’essere stato risolto. Ancora 925 mila e 827 famiglie non ha la possibilità di acquisire un paniere di beni e servizi considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile. Vergognoso!»

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