Recensioni online tanto false da sembrare vere

Ogni giorno sul web si reclutano recensori a pagamento. E si può guadagnare fino a mille euro al mese

recensioni

«Gentile writer, ti chiediamo di scrivere una recensione a partire da alcune recensioni che ti forniremo. Dunque, dovresti scrivere il tuo personale commento ma usando lo stile usato negli altri. Il testo dovrà essere tra le 120 e le 150 parole. La seconda parte di questo lavoro è ordinare un prodotto da cucina su un famoso portale di e-commerce. Ti caricheremo la somma spesa per il prodotto così potrai subito fare l’ordine. Prezzo totale del lavoro: 29 euro». O ancora, «scrivere due recensioni di un prodotto (minimo 80 parole l’uno) e ottenere gratis campioni».

Sono solo alcuni dei tantissimi annunci che quotidianamente si trovano su una delle più famose piattaforme di freelance in cui aziende e professionisti indipendenti si connettono e collaborano. Per non parlare dei numerosi gruppi segreti esistenti su Instagram e Facebook che riuniscono venditori di tutto il mondo e “recensori” di professione: veri e propri mercenari del web reclutati per scrivere recensioni, positive o negative, a pagamento concordate con le aziende o con i proprietari di hotel e di locali, con guadagni che arrivano fino a mille euro al mese (quasi sempre in nero) e per un giro totale di affari di circa 25 miliardi l’anno solo in Italia. Quelle negative ovviamente sono scritte per screditare i concorrenti commerciali, per vendetta e, in certi casi, anche ricatti.

Oltre alla retribuzione si ricevono in cambio campioni, se si tratta di prodotti, pranzi o cene nel caso di ristoranti, trattamenti quando si ha a che fare con Spa e beauty center o weekend completamente gratuiti in caso di viaggi e hotel.

 

Come inquadrarle
Nel linguaggio dell’alta finanza sarebbe aggiotaggio. Nell’immensità del mercato online, invece, non sono facilmente perseguibili. Perché è un mondo fluttuante dove tutto si mescola, si rimescola e si ingarbuglia fino a confondersi e dunque è semplicissimo aggirare i controlli, ma allo stesso tempo diventa difficilissimo sbrogliare la matassa. E allora niente denunce, né sanzioni: il rischio più grande che si può correre è quello di essere “bannati”. La punizione non spaventa e il business continua: basta cambiare profilo più e più volte, scegliere una nuova mail e ripartire per un nuovo imbroglio.

 

Non tutto è come appare
Recensioni ben scritte, ricche di dettagli accattivanti, ma assolutamente fasulle e ingannevoli. Vere e proprie trappole per i web-compratori e per i potenziali clienti. La verità è che la maggior parte degli affari sul mercato online si basa proprio sui “feedback”, sulle opinioni di altri clienti che hanno già sperimentato lo stesso prodotto o lo stesso servizio: ci si fida delle belle descrizioni senza sapere che in realtà sono state commissionate, ben “impacchettate” e pagate. E spesso, infatti, è esattamente l’opposto di quello che appare: un prodotto presentato come ottimo, si rivela di pessima qualità o un ristorante recensito con «niente di speciale, cucina nella media come qualsiasi altro ristorante che propone piatti semplici», in realtà è un’eccellenza.

Come non farsi ingannare
Le grandi piattaforme di e-commerce o i portali di recensioni relativi a ristorati, hotel, viaggi, conoscono perfettamente questi raggiri e tentano quotidianamente di combatterli ma, appunto, sfuggire ai controlli è un vero gioco da ragazzi per questi “killer professionisti” del web.
Va ammesso purtroppo che anche ai colossi che gestiscono le vendite fa comodo che si moltiplichino le interazioni e i giudizi, poiché la grande quantità di interazioni consente al portale un ritorno in termini di immagine, di pubblicità, di affidabilità, di indicizzazione. Tant’è che l’Unione nazionale dei consumatori lamenta proprio il reale mancato interesse a bloccare il mercato clandestino delle recensioni.
Per difendersi allora, intanto è bene non fermarsi al primo giudizio, ma leggerne parecchi per poi trarre le proprie conclusioni. Ancor meglio, contattare direttamente il venditore o il gestore prima di prenotare una cena, magari per un’occasione importante.

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