Reddito di cittadinanza, le ultime modifiche di Lega e M5S

Arrivano in Parlamento gli emendamenti al decreto sui principali provvedimenti della manovra economica: reddito e quota 100

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Le domande per il reddito di cittadinanza partiranno dal prossimo 6 marzo. Intanto, il decreto legge che contiene anche le norme su quota 100 è arrivato in Parlamento. Qui, in commissione Lavoro al Senato sono stati depositati circa 1600 emendamenti, 70 dei quali da parte dei due partiti di governo, Lega e MoVimento 5 Stelle.
Soprattutto il partito di Matteo Salvini ha presentato delle proposte che potrebbero modificare sostanzialmente numerosi aspetti del provvedimento, dall’obbligo del servizio civile all’aumento delle ore di lavoro per la comunità.

Gli emendamenti della Lega
Tra le principali richieste di modifica della Lega, infatti,ci sono due emendamenti che riducono il periodo di tempo in cui è possibile beneficiare del reddito e aumentano le ore di attività lavorativa. Il reddito di cittadinanza potrà essere rinnovato «una sola volta per un periodo pari alla prima erogazione» e le ore di lavori utili da svolgere a settimana aumentano da 8 a 36. Inoltre, igiovani tra 18 e 28 anni, che usufruiscono del reddito di cittadinanza, saranno obbligati a svolgere un anno di servizio civile, con una presenza settimanale di 25 ore. Ad essere «esentati da tale obbligo coloro i quali abbiano già svolto il servizio civile nazionale o universale». Il Dipartimento giovani e servizio civile nazionale delega alle regioni e alle province autonome «l’organizzazione e la gestione del servizio civile universale, effettuato dai richiedenti che usufruiscono del reddito di cittadinanza, nonché ai centri per l’impiego le attività di controllo da effettuarsi sui progetti di servizio civile universale».
Arrivano anche una serie di proposte che vanno a restringere l’accesso al reddito di cittadinanza da parte degli immigrati. Così nei 10 anni di residenza in Italia, questi ultimi dovranno dimostrare con imposte e contributi di aver lavorato almeno due anni. Non sarà più possibile presentare la richiesta anche da parte di un familiare dell’immigrato che vive in Italia da almeno 10 anni. Infine, dovranno essere forniti dei certificati, dal paese di provenienza dell’immigrato tradotti in italiano, sulla composizione del nucleo familiare.

Le modifiche dei pentastellati
Tra gli emendamenti M5s ci sono norme che riguardano i Caf, con multe da 250 a 2500 euro per tutti quelli che rilasceranno una certificazione falsa per l’accesso al reddito. La proposta stabilisce, inoltre, che l’autorizzazione all’esercizio dell’attività di assistenza fiscale è sospesa, per un periodo da tre a dodici mesi, quando «sono commesse gravi e ripetute violazioni di norme tributarie o contributive» e quando gli «elementi forniti all’amministrazione finanziaria risultano falsi o incompleti rispetto alla documentazione fornita dal contribuente. In caso di ripetute violazioni, ovvero di violazioni particolarmente gravi, è disposta la revoca dell’esercizio».
E da parte dei 5 Stelle arriva anche una stretta contro il lavoro nero. Chi, infatti, utilizzerà nella sua attività lavoratori non in regola, che percepiscono il reddito di cittadinanza, andrà incontro a maxi sanzioni. La norma attualmente in vigore prevede un incremento del 20 per cento, rispetto alle multe “normali”, per chi impiega lavoratori stranieri irregolari o minori al di sotto dell’età consentita per lavorare. La proposta dei pentastellati va ad integrare queste categorie con l’aggiunta dei beneficiari del reddito di cittadinanza.

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