Reddito familiare, in arrivo l’assegno unico per i figli da 240 euro al mese

A fine ottobre la proposta di legge del Pd arriverà alla Camera: l'altra misura è la dote unica per l’acquisto dei servizi per l’infanzia

A fine ottobre la proposta di legge del Pd arriverà della Camera. In ballo due misure utili per sostenere il reddito familiare: l’assegno unico per i figli a carico e la dote unica per l’acquisto di servizi per l’infanzia. Due strumenti di welfare dedicati alle mamme e ai papà di qualsiasi età con figli fino a 26 anni, che vanno a accorpare i vari bonus esistenti. «Un’idea legata al principio che ogni figlio è una ricchezza per tutti, un patrimonio della società», ha detto Graziano Delrio del Pd.   

Reddito familiare nel dettaglio 
L’assegno unico universale prevede un contributo fino a 240 euro al mese per ogni figlio a carico dal settimo mese di gravidanza fino ai 18 anni; fino a 80 euro al mese dai 18 ai 26 anni. La dote unica per l’acquisto dei servizi per l’infanzia, invece, prevede un supporto fino a 400 euro al mese per ogni figlio a carico da 0 a 3 anni per spese di asilo nido, babysitter e altri servizi per l’infanzia. Importo ridotto dai 3 a 14 anni. La dote e l’assegno unico vengono maggiorati per ogni figlio con disabilità. «Due misure semplici, eque e continuative che accompagneranno le famiglie nella crescita dei figli», scrive il Partito Democratico sulla sua pagina Facebook. 

Le parole di Delrio
«Un vero pilastro per il sistema di welfare del nostro Paese». L’ha detto Graziano Delrio,  capogruppo del Pd alla Camera durante un’intervista a RadioinBlu. Il focus è sulla proposta di legge che sarà all’esame della Camera in ottobre a sostegno delle famiglie attraverso la misura dell’assegno unico per i figli e la dote per i servizi alla famiglia. «Finalmente abbiamo una data per l’esame di questo provvedimento – continua Delrio – ed è un risultato che mi dà particolare soddisfazione. Infatti, è una proposta che abbiamo presentato il primo giorno di questa legislatura. Si tratta di norme che fanno in modo che per ogni figlio che nasce la famiglia ha diritto a un sostegno economico (240 euro mensili, escluso chi ha un reddito superiore ai 100 mila euro) e un sostegno in termini di servizi. Sarà possibile riorganizzare in modo semplice e universale una serie di interventi frammentari e discontinui. Per esempio raggiunge chi oggi non ha diritto a detrazioni come i lavoratori autonomi o gli incapienti».

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