Reggina, 
la seconda vita di Hachim Mastour riparte dalla Calabria

L’ex enfant prodige del Milan ha firmato un contratto di tre anni con il club del presidente Luca Gallo. Da svincolato. E’ salito sul treno, il secondo. Sa che questa, probabilmente, è l’ultima chance per diventare un calciatore vero

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Esistono delle vite perse. Perché tanti ragazzi in Italia hanno zero chance: il treno per loro non passa mai. Basta quello c’è e quello che c’è non cambia e non può cambiare nella loro visione. A volte anche sognare è proibito. Dove sognare non significa diventare un astronauta o un calciatore, ma un uomo che riesce a costruirsi una famiglia, a fare un lavoro onesto, a ritagliarsi momenti di felicità.       

Il secondo treno
La storia di Hachim Mastour ci insegna che i treni possono passare due volte. Che si può cadere. E che si può provare a rialzarsi. Pure nel mondo del calcio, a volte spietato con i baby giocatori (non sono tutti miliardari, anzi). E’ chiaro che bisogna avere anche una bella dose di fortuna. La fortuna di Mastour è quella di avere incontrato sul suo cammino il presidente Luca Gallo, il numero uno della Reggina. L’ex enfant prodige del Milan ha firmato un contratto di tre anni con il club amaranto. Da svincolato. E’ salito sul treno, il secondo. Sa che questa, probabilmente, è l’ultima chance per diventare un calciatore vero.   

Dalle stelle alle…
Mastour ha visto le stelle nella sua breve ma intensa carriera. Secondo Transfermarkt il Milan lo pagò 2,1 milioni di euro per strapparlo alla Reggiana. Aveva 15 anni, lo voleva anche l’Inter. La Nike a corteggiarlo, Mino Raiola come procuratore, Pippo Inzaghi a insegnargli i trucchi del mestiere, le convocazioni per San Siro, l’esordio con la nazionale del Marocco. Ma non ha mantenuto le promesse quando c’è stato il salto tra i grandi: all’estero – tra Spagna, Olanda e Grecia – poche presenze, pochi gol e una carriera che si stava spegnendo.

Sognare è importante
Il fatto è che Mastour ci sa fare con il pallone. E’ felice quando gioca, quando sta in un campo di calcio. La Reggina non ha fretta, ha uno squadrone che è imbattuto in campionato e che viaggia a ritmi promozione sotto la guida di un fenomeno come Mimmo Toscano. Poteva tranquillamente fare a meno di Mastour. Invece no. Il presidente Luca Gallo e lo staff della Reggina l’hanno voluto accogliere in famiglia perché a 21 anni si può e si deve sognare. La Reggina lo aspetta, è convinta di aver fatto la scelta giusta, cioè di ridare la speranza, di offrire un nuovo trampolino di lancio a un ragazzino che aveva perso la strada maestra. Adesso sta tutto nelle mani, nei piedi e nella testa di Mastour, che ha scelto la maglia numero 30, quella che in passato è stata sulle spalle di un certo Andrea Pirlo…

Le sue parole
Un anno fa, su Facebook, Mastour scriveva: «Le emozioni che mi regala questo incredibile sport sono ineguagliabili. Mi fa sentire vivo, mi fa saltare di gioia, rende tutta la mia vita così bella e l’ho capito fin da subito! appena nato ho capito che avrei vissuto per il calcio che avrei dato tutta la mia vita per realizzare il mio sogno confidato ai tempi, quando ero ancora un bambino, alla mia grandiosa famiglia. A 4 anni ho messo i piedi per la prima volta in quel rettangolo verde e da lì è iniziato il mio viaggio… e come ogni viaggio ci sono sempre difficoltà da superare mettendosi in gioco ogni singolo giorno. Sono cresciuto con la dedizione del lavoro, e so per certo che con il lavoro e la forza di volontà si possono raggiungere i propri obbiettivi». Ora, con la maglia della Reggina addosso, tutto è possibile.                 

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