Reggina, +3 punti a tavolino: il Rieti sta nel caos totale

I laziali, che versano in una profonda crisi societaria, non avevano una persona autorizzata a fare l’allenatore in Serie C. Così la partita è finita ancora prima di iniziare

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Niente Rieti-Reggina: è ufficiale. I laziali, che versano in una profonda crisi societaria, non avevano una persona autorizzata a fare l’allenatore in Serie C. Nel dettaglio: deroga scaduta per il patentino di Pezzotti, Caneo non c’era e Maschio aveva inviato un certificato medico. L’arbitro ha seguito il regolamento alla lettera dando 45’ di tempo al Rieti per trovare un allenatore abilitato e tesserato, utile per sanare il problema sulla distinta. Missione fallita. Così la partita è finita ancora prima di iniziare. Da segnalare che la sfida sarebbe andata in scena a porte chiuse e che il Rieti si sarebbe presentato con la Berretti perché la prima squadra si è rifiutata di scendere in campo a causa degli stipendi non pagati.   

Vittoria a tavolino
Scontato lo 0-3 a tavolino a favore della Reggina. Che ha raggiunto Rieti con l’idea di giocare contro i ragazzini della Berretti. La banda di Mimmo Toscano si è comunque allenata all’interno dello Scopigno, lo stadio della cittadina laziale. I tre punti permettono alla Reggina di restare ampiamente in testa alla classifica del girone C di Serie C, a quota 37 lunghezze. Il prossimo impegno di Denis e compagni è fissato per sabato. Al Granillo si giocherà alle 20.45 contro il Rende. Un derby calabrese da non perdere.

Il comunicato della Lega Pro
Dopo la partita fantasma Rieti-Reggina, Ghirelli, presidente Lega Pro, ha parlato attraverso un comunicato ufficiale: «Le nuove regole funzionano, consentono di difenderci meglio e di evitare disastri. Chi non è in regola deve sapere che qualcuno, nel solco delle regole, ci metterà la faccia, studierà tutto e proseguirà a fare pulizia. Quando abbiamo elaborato le nuove regole nessuno era così ingenuo da non mettere in preventivo che qualcuno tentasse di bypassarle, con il sorriso dei banditi abituati a far fallire le società che pensano, o meglio sperano, di poter rientrare. Abbiamo lavorato in questi giorni tutti insieme, Gabriele Gravina, Umberto Calcagno, Renzo Ulivieri, Marcello Nicchi con un unico obiettivo, rendere normale il calcio, impedire la gogna, educare i giovani. Un grande contributo è venuto da professionalità che ci hanno confortato. Hanno perso i “furbastri”, chi nell’ombra (qualcuno c’è) spera di emergere, fregandosene del bene collettivo. Mi dispiace per i tifosi, lo so che soffrite, ma noi abbiamo l’obbligo di far pulizia. Oggi non è un bel giorno perché non si è giocato, ma oggi siamo più forti. Come si può constatare con i fatti, in questi mesi non abbiamo scherzato. Stiano tutti tranquilli, non abbasseremo la guardia perché sappiamo che riformare non è semplice, ci vuole perseveranza e tempo. Vorrei auspicare che i banditi, i ricattatori, quelli che pensano solo al loro interesse “ particulare”, vengano ascoltati di meno».