Reggina, cala il sipario sulla stagione della svolta

Poker del Catania, ma nell’economia della partita pesano degli errori arbitrali da matita rossa di Ayroldi: l'annata sarà ricordata per altro...

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La stagione della Reggina si spegne al Massimino, dove la Cevoli band viene superata dal Catania con il punteggio di 4-1. Gli amaranto interrompono la loro corsa nel secondo turno dei play off. Già, gli episodi hanno voltato le spalle a Bellomo e soci in questa trasferta che sulla carta aveva un coefficiente di difficoltà molto alto.

Bocciato Ayroldi di Molfetta
Lo zampino ce lo mette anche l’arbitro Ayroldi, figlio e nipote d’arte, che non assegna un rigore nettissimo (fallo di mano di Sarno in barriera) che avrebbe potuto riaprire la contesa. Se ci fosse stato il Var, il grande ex sarebbe anche stato espulso (era già ammonito). Nel primo tempo, inoltre, è stato annullato il gol del potenziale 2-2 a Gasparetto per fuorigioco. Centimetri, forse meno. Non si era detto che nel dubbio la bandierina doveva restare giù?  

Futuro assicurato
Non è tutto perso: il progetto c’è e brilla. Anche se questo ko brucia da morire. La Reggina ha gettato le basi per il futuro in questi mesi. A gennaio, come è noto, c’è stata la svolta con l’arrivo del presidente Luca Gallo che ha riacceso l’entusiasmo con i fatti: dal bus al marchio storico, dal Sant’Agata alla questione Granillo, dal Reggina Official Store fino al potenziamento dello staff dirigenziale e della rosa. Più alte mille cose visibili e invisibili. Una cosa è certa: la pompata al morale dei tifosi non andrà dispersa perché il prossimo anno l’imperativo sarà fare di più e meglio, soprattutto dentro al campo, nella partite da vita o morte. A prescindere dal nome dall’avversario.

La sfida del Massimino 
Il Catania parte meglio e si aggrappa alla classe di Sarno che sblocca la sfida al 17’ segnando con un destro potente al termine di un’azione personale. Il vantaggio però dura un amen. Due giri d’orologio più tardi la Reggina pareggia: cross morbido di Doumbia per Salandria, abile a schiacciare di testa in stile terzo tempo cestistico, 1-1. Si riparte da capo. Al 36’ i siciliani rimettono la freccia sul tabellone: Gasparetto è sfortunato e realizza il più classico degli autogol di petto leggendo male il cross di Marchese sporcato da Di Piazza. La Reggina è comunque viva e risponde con Bellomo e Strambelli, ma Pisseri dice di no e si salva in due occasioni in corner. Prima del riposo viene annullato un gol dubbio a Gasparetto per offside. In apertura di ripresa Pisseri mura il tiro di Strambelli dalla distanza. Cevoli, quindi, inizia la girandola di cambi (subito dentro Baclet per Procopio all’inizio del secondo tempo), ma non basta. Infatti, Di Piazza firma il tris al 57′ con un piattone preciso. Un gol che pesa, anche perché subito dopo Ayroldi non fischia un rigore pro Reggina per il fallo di mano di Sarno che dire netto è poco. I minuti scivolano via e la gara va nell’almanacco con una smorfia profonda dato che Marotta trova anche il poker.      

   

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