Reggina, che beffa in extremis. Ma nulla è compromesso

La matematica è ancora dalla parte del club del presidente Luca Gallo. A marzo ci sono altre tre partite da giocare...

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Minuti di recupero del derby Reggina-Rende. Tre punti in tasca, il raddoppio buttato due volte al vento e i 6.600 cuori del Granillo pronti a esplodere per l’1-0 del monday night. Tutto bello finché non è salita in cattedra la regola non scritta del calcio moderno. Che va oltre la legge dell’ex: il maledetto gol sbagliato-gol subito. La beffa – formato maxi – si materializza così al 94’, quando Viteritti firma il pareggio raccogliendo il più classico cross della disperazione dalla trequarti. Non c’è più tempo per tentare il sorpasso. Sipario giù. Un punto a testa che sta stretto ai colori amaranto.   

L’analisi del derby 
L’1-1 per la Reggina è come una mezza sconfitta alla luce della doppia occasione capitata in precedenza sui piedi di Tassi, che a tu per tu con Borsellini ha sparato addosso al portiere del Rende (la prima volta poteva servire Strambelli che avrebbe avuto la porta vuota a disposizione). La sfortuna ha punito la banda di Drago, incapace di chiudere una partita – per nulla semplice sulla carta – nonostante le chance per il 2-0 e il gran bel gol di sinistro di Bellomo, arrivato sui titoli di coda del primo tempo. Il derby, in generale, è stato acceso: Confente si è messo in luce nella prima frazione di gioco, Borsellini nella seconda parte della contesa. Alcuni errori però sono stati pagati oltremisura della Reggina, brava ad andare in vantaggio con gli spunti dei suoi uomini chiave (leggi Bellomo ma anche Baclet), egoista (leggi Tassi) nel momento della verità e troppo morbida (leggi pacchetto difensivo) nei minuti di recupero della ripresa. Così, un sorriso si è trasformato in una smorfia. Ancora una volta per una questione di dettagli, di secondi.  

Verso la scalata
Ma il meglio deve ancora venire. La matematica è ampiamente dalla parte della Reggina del presidente Luca Gallo. A marzo, del resto, ci sono altre tre partite da giocare: la doppia trasferta contro Paganese e Rieti, così come il big match interno contro il Catania, un’altra nobile decaduta. In palio 9 punti che vanno messi in cassaforte per tentare la scalata verso il 10° posto. Serve l’en plein (o qualcosa di molto vicino) per ridare slancio all’obiettivo play off, alla portata della rosa messa a disposizione di Drago.    

Brividi
Bello l’applauso del Granillo al minuto 13, quando sul maxischermo è stata proiettata l’immagine di Davide Astori, il capitano della Fiorentina che ha lasciato questo mondo un anno fa. Notevole anche l’intervista in diretta Rai del presidente Luca Gallo che ha detto: «Sono rimasto stregato dalla bellezza della città e dalla passione dei tifosi della Reggina. Non c’erano altri posti, io qui mi sento a casa. Se ho riportato entusiasmo a Reggio? L’entusiasmo non l’ho dato io ai tifosi, ma loro a me. Se non ci sono i risultati sportivi quanto fatto da me conta poco. Il mio obiettivo? Vedere il Granillo sempre più pieno, sentire cantare “Forza Reggina”. Bisogna che il Sud risalga: il calcio è un veicolo importante. Non dico cosa sarei disposto a dare pur di salire in Serie B…». Insomma, nulla è perduto. Nulla è compromesso. Con un presidente così sognare è obbligatorio.  

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