Reggina, dalle difficoltà nascono le imprese e si scrive la storia 

Da adesso in poi sono tutte finali, iniziando proprio dal monday night contro il Rende che vale una fetta di post season

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La botta è arrivata: -6 punti. La giustizia sportiva ha fatto il suo corso e ha punito la Reggina «a titolo di responsabilità diretta per il comportamento posto in essere dall’ex amministratore Demetrio Praticò», multato con un’ammenda di 9 mila euro e reo di non aver pagato gli stipendi dovuti ai tesserati entro il 17 dicembre 2018. La nuova proprietà del presidente Luca Gallo non ha colpe e si è già messa in moto per provare a limitare gli strascichi della gestione Praticò.

Sliding doors
La classifica, almeno momentaneamente, è cambiata. La Reggina è scivolata fuori dalla zona playoff. In attesa dell’appello e di possibili punti da rimettere in cassaforte, la squadra è andata in ritiro per preparare il derby contro il Rende. Da adesso in poi saranno tutte finali, iniziando proprio dal monday night che vale una fetta di post season. Serve il miracolo? Sì e no. Perché finora solamente i dettagli hanno girato le spalle ai ragazzi di Drago. Fermatevi un attimo e immaginate se Baclet avesse segnato il rigore al Potenza, se Sarao non avesse inquadrato la porta dagli undici metri nella gara successiva e se il tiro di Doumbia non fosse stato deviato sulla linea a Castellammare di Stabia. Immaginate. Non ci vuole molto. Questione di centimetri, di millimetri e opzioni stile sliding doors. E i punti, magari, sarebbero stati 7 e non 1. Le critiche sarebbero arrivate ugualmente? Probabilmente no. Perché i risultati avrebbero sorriso alla Reggina. E nel calcio contano. Fanno una differenza enorme, da così a così.  

Missione possibile
Massimo Taibi, il ds degli amaranto, era stato chiaro alla fine del mercato: «Dal decimo posto in su va bene tutto». La missione è lì, alla portata di Bellomo e soci. Calcolando l’ultima penalizzazione, i punti da rosicchiare per il 10° posto sono appena 4 (va considerato il gap della Viterbese a livello di partite giocate: sulla carta sono 2). Tanti punti, ma non tantissimi. La storia della Reggina, neanche a dirlo, sta negli almanacchi e la conoscono tutti: i miracoli qua sono di casa. Stavolta però i miracoli non servono. Basta scalare marcia e iniziare a premere sull’acceleratore, complici più allenamenti e una fase di assestamento che fa parte del gioco quando si cambia tanto e oggettivamente in meglio. Da marzo inizia un nuovo campionato. Due mesi pieni da vivere in apnea. Due mesi da vivere nel più caloroso degli abbracci tra il popolo del Granillo e una squadra ferita ma che deve ancora scrivere la sua storia.             

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