Reggina, guai a fermarla: i play off come il Mondiale del 2006. Adesso l’Australia…

Bellomo con la visione di gioco di Pirlo, Kirwan che s’inventa un tiro a giro alla Grosso e Gasparetto insuperabile, da Pallone d’Oro stile Cannavaro. Ci sta sognare

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Bellomo con la visione di gioco di Pirlo, Kirwan che s’inventa un tiro a giro alla Grosso e Gasparetto insuperabile, da Pallone d’Oro stile Cannavaro. Anzi, alla Ccanna-vaa-roo come direbbe Fabio Caressa versione Mondiale 2006. Chissà. Si parte però da un’analogia: l’Italia di Marcello Lippi era temuta ma non la favorita nella griglia in terra tedesca, lo stesso discorso vale per la Reggina di Roberto Cevoli che si affaccia ai play off di Serie C come la mina vagante del torneo, al pari degli azzurri che poi alzarono la Coppa del Mondo al cielo. La Reggina è forte, affamata, in forma, concreta, con in più l’amuleto Baclet in rosa, il Luca Toni della situazione, decisivo con una doppietta all’Ucraina quando c’era bisogno di fare sul serio…       

Primo tifoso
Sognare è lecito. Crederci di più. Perché il presidente Luca Gallo ha fatto una serie di miracoli fuori dal campo e adesso sta ricevendo in cambio i risultati. Le tre vittorie consecutive parlano chiaro, così come il 7° posto raggiunto e blindato con un turno d’anticipo. Girone alle spalle, tanti cari saluti a Repubblica Ceca e Stati Uniti. «Il cuore in subbuglio…continuano le emozioni…negli occhi solo l’amaranto…stiamo arrivando!», ha scritto ieri il patron, il primo tifoso della Reggina, l’uomo che ha riacceso l’entusiasmo in una piazza caldissima ma che era depressa prima del suo arrivo. E chissenefrega del passato, di qualche cartellino rosso (leggi De Rossi o Baclet), dei passaggi a vuoto (leggi Stati Uniti o Sicula Leonzio), della Juventus in B, del mandato di Massimo Drago o del moviolone di Aldo Biscardi. 

Aspettando l’Australia… 
Adesso inizia un nuovo campionato. Si riparte da zero o quasi. La missione più immediata è agguantare la fase nazionale dei play off. Traduzione: vincere le prossime due gare, da giocare nel microcosmo del girone C. La prima, in programma il 12 maggio, avrà come palcoscenico il Granillo. La certezza, neanche a dirlo, è che lo stadio di Reggio sarà una bolgia. Ancora non si conosce l’avversario che chiuderà l’annata regolare dietro alla Reggina, all’8° posto: tocca agli altri fare a spallate per restare tra le grandi. Monopoli o Casertana le più accreditate, ci sperano anche Rende, Cavese e Viterbese. Conta poco. Si può chiamare Monopoli o Australia, quello che alla fine importa è metterla sotto, magari con un rigore… alla Totti. Occhi della tigre e via: opzione bomba e niente cucchiaio. Perché ora bisogna pensare alla sostanza. Già, la missione è andare avanti. Per scendere in campo anche il 15 maggio contro l’Ucraina di turno, il Catanzaro o il non Catanzaro. Il tempo per preparare questi impegni non manca, poi si ragionerà su Germania e Francia, su come evitare le capocciate e come marcare Zidane o N’Zola. Intanto, la strada verso Berlino sta lì e va percorsa a testa alta…           

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