Reggina, nulla è perduto: risanamento e progetto vanno avanti

La squadra deve ripartire sin dalla prossima partita in casa contro il Rende, sfruttando anche il nuovo "acquisto" del manto erboso del "Granillo"

Reggina
(foto: Lillo D'Ascola)

Niente da fare per la Reggina che cade sul campo della Juve Stabia riportando la seconda sconfitta consecutiva arrivata, anche stavolta, in trasferta, al “Romeo Menti” di Castellammare. Si conferma quindi l’imbattibilità della squadra di casa che, contro gli amaranto, non perde tra le mura amiche da più di 60 anni. Stavolta, però, a differenza dell’ultima gara il terreno di gioco, in sintetico, è in ottime condizioni, permettendo, in alcuni momenti, di far uscire il tasso tecnico di giocatori come Bellomo e Strambelli, due dei nuovi acquisti dell’ultimo mercato voluti dal neo presidente Luca Gallo. E un altro “acquisto” della presidenza sarà quello del campo dello stadio “Granillo” di Reggio Calabria che, in vista della prossima gara contro il Rende di lunedì 4 marzo, sarà rimesso a nuovo.

Gli amaranto reggono l’urto nel primo tempo
Passando alla cronaca della gara, la Reggina, sin dai primi minuti, deve far fronte agli attacchi ripetuti delle Vespe che vogliono portare a casa 3 punti per allontanare il Trapani. E le cose rischiano di mettersi subito male per gli amaranto quando, dopo 8 minuti, Daniele Paponi si conquista un calcio di rigore. Il penalty, però, finisce a lato e la Reggina può così tirare un sospiro di sollievo. Pochi minuti dopo, all’11′, la Juve Stabia deve sostituire anche il suo secondo centrale difensivo titolare, Lino Marzorati (Magnus Troest era assente per squalifica), e sembra quasi che la fortuna stia per girare dalla parte degli amaranto che, pur non impensierendo la retroguardia stabiese riescono ad arrivare al riposo sullo 0-0. Ultimo brivido del primo tempo, l’azione che porta al tiro Paponi con il salvataggio in extremis di Matteo Solini (che sostituisce il capitano Diego Conson, squalificato).

Sorpresi in contropiede
La ripresa inizia come si era concluso il primo tempo. Nonostante, infatti, nei primi istanti sembri che la Reggina voglia provare a fare la gara, al 53′ Solini deve ripetersi con due interventi sulla linea a disinnescare le conclusioni di Alessandro Mastalli.
Pochi minuti dopo, però, è la Reggina che può portarsi in vantaggio con Doumbia che calcia a botta sicura vedendo la sua conclusione fermata sulla linea. Gli amaranto continuano a spingere e al 68′ Vitiello è costretto a commettere fallo da ammonizione su Bellomo, per fermare il contropiede degli amaranto in superiorità numerica. La punizione, battuta dallo stesso Bellomo, viene deviata in angolo dall’estremo difensore stabiese Branduani. Da lì, complici anche le notizie che arrivano da Trapani (dove la squadra di casa ha pareggiato con la Cavese 2-2), le Vespe aumentano il ritmo per trovare il gol e al 72′ fanno tremare la traversa della porta difesa da Alessandro Confente. Tuttavia, i minuti passano e la Reggina sembra riuscire a contenere il forcing avversario, fino all’82′ quando un appoggio sbagliato di Allan Baclet favorisce la ripartenza della Juve Stabia che sblocca il risultato con Germoni. Gli amaranto provano a reagire mandando in campo due attaccanti, Tassi e Martiniello, ma non riescono a trovare il pareggio nei minuti finali.

Azzerare e ripartire
“Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi” diceva un grande della musica come Jim Morrison. La Reggina deve far suo questo motto, lasciando alle spalle questa gara e ripartendo dal derby contro il Rende della prossima settimana. L’obiettivo dei playoff, infatti, è ancora ampiamente alla portata e le prossime gare dovranno essere improntate a raggiungere una posizione di classifica che consenta agli amaranto di giocarsi la promozione in serie B. Il presidente Gallo, durante la conferenza di presentazione alla stampa e in seguito, ha sempre ricordato che la Reggina non può stare in Lega Pro, agendo di conseguenza (gli investimenti fatti lo dimostrano). Quanto di buono fatto finora, quindi, non può essere sprecato. Un momento d’arresto in una stagione può starci, ma l’importante è rialzarsi e ripartire.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

diciannove + venti =