Reggina, Marco Rossi: “Perché Reggio? Un progetto importante, ho accettato subito”

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Secondo appuntamento con ASK ME. Dopo capitan De Rose, risponde alle domande dei tifosi il difensore Marco Rossi.

“Sono a casa come tutti, è un momento difficile che passerà al più presto, sperando di tornare alla normalità. Dopo aver vinto il campionato di B a Parma – prosegue Rossi – sono andato alla Sampdoria dove ho fatto i preliminari di Champions, prima esperienza fuori dalla mia città”.

L’emozione più bella?
L’annata alla Samp, difficile dimenticarla, abbiamo raggiunto il quarto posto. Un’altra emozione indimenticabile è il giorno dell’esordio in A con il Parma.

Perchè il difensore?
Non so, non ho mai provato altri ruoli ho sempre fatto questo.

Un bilancio extra-campo
A Reggio sto benissimo, i tifosi mi hanno accolto bene fin da questa estate, è la seconda mia esperienza al Sud dopo Bari. Al Sud si sta bene, stiamo facendo qualcosa d’importante, cercheremo di portarla a termine sperando che le cose si possano risolvere.

La partita più bella?
Ne ho più di una: i due derby col Catanzaro, specie quello dell’andata vinto davanti ai nostri tifosi e le vittorie con Catania e Ternana

Come sei finito in serie C?
Quando vai all’estero, tornare nel calcio italiano è dura. Dopo Siena, Reggio è stata un’ottima scelta. Speriamo di lasciare questa categoria nel più breve tempo possibile

 Come si vive il calcio in Australia?
Con meno pressione, quando giochi in casa non si fa ritiro, vai allo stadio con la tua macchina, un calcio meno tattico, livello discreto e si corre molto. Si possono acquistare due giocatori fuori budget, solitamente si punta ad acquistare attaccanti forti.

Perchè Reggio?
Sapevo di un progetto importante, il mio procuratore mi ha detto dell’opportunità di venire a Reggio e ho accettato subito.

Rimpianti?
Nessuno, ho sempre dato tutto ovunque sono andato

Chi sono le squadre più forti, oltre la Reggina?
Bari ha grande qualità, ha pagato un inizio non perfetto. Anche Ternana e Catanzaro sono due grandi squadre, non sono state continue come abbiamo fatto noi. Con le undici vittorie consecutive abbiamo dato il giusto sprint, abbiamo portato avanti un ritmo importante.

Difesa a 3 o 4?
Ho sempre giocato a 4, però, per come intende il calcio il mister, mi trovo bene anche a 3. Vuole che stiamo alti e che la pressione inizi dagli attaccanti.

Il numero 13?
Ce l’aveva Nesta, un giocatore al quale mi sono ispirato tanto. Indossato la prima volta, poi non ho più cambiato.

Oltre Nesta, a quale difensore ti sei ispirato?
Ho avuto la fortuna di fare le giovanili a Parma, ogni domenica vedevo Thuram e Cannavaro, a loro mi sono ispirato nella mia carriera.

Il mister?
Toscano è un allenatore che vuole tanto, ma ti dà anche tanto dentro e fuori il campo. Lo accosto a Ventura, anche lui come intensità chiede parecchio.

Il giocatore più forte con il quale hai giocato o che avrebbe meritato un’altra carriera?
Morfeo poteva ambire ad altri palcoscenici. Un altro fortissimo, ma che non scopro certo io, era Cassano, che nel 2010 ha fatto cose spettacolari.

Com’è marcare Denis in allenamento?
L’avevo già marcato in gara ufficiale, è un giocatore di un’altra categoria. Ha movimenti che nessuno ha in C, mi piace confrontarmi settimanalmente con lui.

Cosa manca a questa Reggina per fare bene in B?
Cosi possiamo dire la nostra anche in B, non sono direttore sportivo o mister, ma secondo me con qualche innesto possiamo ambire a traguardi importanti.

Il coro sotto la curva.
E’ bellissimo ricevere il calore della Sud. Non vedo l’ora di poter rivivere quei momenti

 Il rapporto tra veterani e giovani?
Tra giovani e più esperti si è creata una grande alchimia. Non ho mai visto un gruppo come questo. Anche chi gioca meno si allena al massimo, remiamo tutti dalla stessa parte per un unico fine. Rivas, Sounas e Paolucci mi hanno stupito, non li conoscevo.

Gli attaccanti più forti che hai marcato?
Eto’o ,Trezeguet, Ibrahimovic, Totti e Del Piero.