Reggina, sembra chiaro quello che serve adesso…

La missione è creare una squadra che sappia dominare partite e avversari, sia in casa che in trasferta. Con nomi di chi ha fame di scrivere la storia a Reggio

Reggina

Roberto Cevoli non sarà il prossimo allenatore della Reggina. L’ha detto tra le righe il presidente Luca Gallo, l’ha poi confermato il direttore generale Andrea Gianni sottolineando che «si può parlare di un percorso concluso», riferendosi a Cevoli, il cui contratto scade il 30 giugno. Il prossimo allenatore, chiunque esso sia, avrà sulle spalle una grossa e un’avvincente responsabilità perché la missione è di stare ai piani alti della classifica. Supportato da una dirigenza presente e una squadra da favola, in linea con i sogni del presidente Luca Gallo e le ambizioni del popolo amaranto.  

Identità
Da un punto di vista tecnico, insomma, sembra chiaro quello che servirà alla Reggina per ripartire dopo una stagione in cui solo in rari casi si è espressa ad altissimi livelli dentro il campo. La squadra ha bisogno di ritrovare un’identità precisa, di un allenatore che sappia sviluppare un gioco riconoscibile e di qualità. La Reggina, durante la preparazione, sarà una squadra da rigenerare dal punto di vista tattico, tecnico e fisico: dovrà avere intensità e movimenti coordinati, dovrà ritrovare soprattutto idee, così come il fiato per andare in contropiede. L’estate servirà a questo: a tracciare una linea e quindi a ripartire con delle fondamenta impostate lo scorso gennaio, unite ai nuovi acquisti in sede di calciomercato.     

Interpretazione aggressiva
Insomma, sembra chiaro che la missione è creare una Reggina che sappia dominare partite e avversari, sia in casa che in trasferta. Con nomi di chi ha fame di scrivere la storia a Reggio Calabria, lasciando sui campi del Sud Italia anche l’ultima goccia di sudore per spuntarla. Sembra chiaro che la superiorità poi dovrà essere incanalata nell’interpretazione aggressiva di ogni ruolo, dalla difesa all’attacco, tra marcature preventive (la Juve Stabia ha vinto così il campionato), gente che vede la porta con continuità e un bomber da doppia cifra. Ultima ma non ultima considerazione: sembra chiaro che si dovrà vivere d’istinto e di voracità sulle seconde palle, quelle che in un campionato complesso come la Serie C fanno una differenza enorme.     

 

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