Reggina, squadra quadrata e cinica: quante somiglianze con l’Inter

Stesso modulo, stessa mentalità, stesso modus operandi. Il club del presidente Luca Gallo ha tracciato una linea con il passato. Ora si pensa positivo e in grande

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Stesso modulo, stessa mentalità, stesso modus operandi. La Reggina del presidente Luca Gallo somiglia all’Inter per come ha condotto i mesi caldi dell’estate, il calciomercato e non solo. Non una fotocopia, per carità. Non mancano le differenze, ma sia a Milano che a Reggio è stata tracciata una linea con la stagione precedente. Punto e si va a capo. Per vivere l’annata della svolta, per puntare alle stelle e anche oltre.    

Toscano-Conte: 3-5-2 e tanta grinta
Partiamo dall’allenatore. L’Inter ha scelto di affidare la guida tecnica ad Antonio Conte, un allenatore vincente in Italia e in Europa, un tempo considerato un “nemico” della piazza nerazzurra. La Reggina, due categorie sotto, ha fatto ricadere la sua preferenza su Mimmo Toscano, un uomo che appartiene per diritto di sangue al popolo amaranto, che conosce a memoria la città e il campionato di Serie C, messo nella bacheca personale più volte. Insomma, un vincente. Conte e Toscano hanno un paio di cose di comune oltre al feeling con i trofei. In primis grinta da vendere, unita al fatto di dire poche parole ma chiarissime, utili a centrare l’obiettivo stagionale. Entrambi giocano con il 3-5-2: un modulo che esalta il lavoro a tutta fascia degli esterni e il fiuto del gol degli attaccanti. Tutti e due, poi, hanno da sempre dei fedelissimi dentro lo spogliatoio, leggi in chiave Reggina i vari Corazza, Bianchi, Marchi e Garufo.  

Calciomercato
La prova di forza in chiave calciomercato fa specchiare la Reggina nell’Inter. I nerazzurri hanno tagliato con il passato bocciando Icardi, Perisic e Nainggolan, ceduti rispettivamente a Psg, Bayern e Cagliari. Anche a costo di rimetterci. E ingaggiando, al tempo stesso, i migliori prospetti di squadre medio-piccole (Barella e Sensi) ma anche campioni totali, come per esempio Lukaku, Sanchez e Godin. Colpi che sanno di restyling totale per mentalità e stile di gioco. La Reggina ha viaggiato sullo stesso binario, salutando Conson, De Falco, Baclet e Strambelli – praticamente l’ossatura dell’anno scorso – e inserendo profili adatti al campionato di Serie C. Sounas in proporzione ricorda Sensi (si passano un anno di differenza), Reginaldo il colpo Sanchez, Rossi la pista che porta a Godin. Perché per vincere in Serie C bisogna costruire una squadra da Serie C. E impreziosirla. Magari con la parabola del figliol prodigo (Biraghi stile De Francesco o De Rose), con il campione in flessione da rigenerare (Candreva come Bellomo) e con il bomber che fa battere il cuore dei tifosi.    

Uomo immagine
La Reggina ha piazzato l’affare German Denis rinunciando a Baclet, l’Inter si è portata a casa Romelu Lukaku lasciando andare via Icardi. I faccioni di Denis e Lukaku sono in copertina, gli uomini immagine dei nuovi progetti. Gente che sa segnare in ogni modo possibile, immaginabile e inimmaginabile. Già, attaccanti che possono dare la differenza  sia nei big match che contro le piccole. Perché Bari e Juventus sono forti ma non imbattibili. Perché i campionati si vincono puntando sul collettivo e sulla continuità dei risultati. Perché i tre punti contro la Cavese (o il Cagliari) valgono come trampolino per pensare in positivo. E, perchè no, in grande…           

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