Reggina, un Drago in panca: «Gol a valanga e divertimento»

L’allenatore, ex Crotone e Cesena, ha accettato la proposta del presidente Luca Gallo: «Di base in campo con il 4-3-3 o il 4-2-3-1: i miei esterni sono a piede invertito»

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Colloqui su colloqui, piste battute in ogni direzione. Poi la fumata bianca. Sipario su stamattina per la presentazione di Massimo Drago, il nuovo allenatore della Reggina che ha sempre guidato squadre in categorie superiori. Lineare il curriculum del tecnico amaranto che ha lavorato nel Crotone e nel Cesena in Serie B. Drago ha scelto di lottare al fianco del presidente Luca Gallo per riportare in alto la Reggina. Per questo motivo ha firmato un contratto di un anno e mezzo, valido fino al 30 giugno del 2020. «A Reggio ho la possibilità di lavorare con persone che hanno il mio stesso sangue. Quindi le motivazioni sono moltiplicate. Per me la Reggina non è un punto di partenza, ma di arrivo. E’ una piazza ambita da tanti colleghi. Ho già parlato al telefono con il presidente Luca Gallo, è stato un onore, mi ha fatto capire quali sono le sue ambizioni. Ho accettato la proposta per dare soddisfazioni e non mi tiro indietro davanti alle responsabilità», ha detto Drago durante la conferenza stampa andata in scena al Granillo, al fianco del direttore generale Vincenzo Iiriti.  

Gol e moduli offensivi
«Grazie alla nuova proprietà si è ricreato l’entusiasmo in città e ci sono grandi obiettivi. Siamo qui per cercare di arrivare al più presto ad alti livelli. L’obiettivo? Raggiungere i playoff, poi inizia un nuovo campionato. Cercheremo di salire il prima possibile e di ampliare l’entusiasmo che si è già visto attraverso il gioco. Il risultato è importantissimo, ma è ancora più importante il bel gioco: l’essenza del calcio è il gol e noi ci arriveremo attraverso la manovra. Il miei moduli base sono il 4-3-3 o il 4-2-3-1: i miei esterni sono a piede invertito. I giocatori non mancano, sono forti, Bellomo poi lo conosco da 20 anni, da quando era un ragazzino. Adesso però c’è da amalgamare la squadra. Nella Serie C, in generale, prevale l’aspetto agonistico, si specula sul risultato e si vede poco spettacolo, molte squadre giocano con il 3-5-2, un modulo poco propositivo. Il mio calcio invece è diverso. La difesa punto debole? Si lavorerà sotto l’aspetto organizzativo per riuscire a colmare alcune pecche individuali. Per me è un onore far parte di questa famiglia. Adesso divertiamoci insieme e proviamo a raggiungere un obiettivo importante per tutta Reggio Calabria».

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