Fase 2, Matteo Renzi deluso da Conte: “Questi non riaprono un cavolo”

Matteo Renzi è sconsolato, la «riapertura» che sollecita da settimane non è certo quella che Giuseppe Conte ha illustrato ieri sera in conferenza stampa. Già nel pomeriggio, dopo l’ultima riunione del premier con la maggioranza, il leader di Italia viva si era sfogato con i suoi: «Questi non riaprono un cavolo!». Troppa incertezza, troppa esitazione, per chi già da fine marzo dice che «non si può morire di virus, ma nemmeno di fame». Un malumore che poi è diventato ufficiale con le dichiarazioni dei principali esponenti del partito.

Raccontano che durante il vertice tra Conte e i capi-delegazione di maggioranza la ministra Teresa Bellanova si sia fatta sentire con veemenza. Una riunione tesa, perché la ministra avrebbe contestato molti punti del piano del governo: troppa prudenza sui ristoranti, insufficienti le norme per ripensare i trasporti nella “Fase 2” e garantire la possibilità di andare al lavoro in sicurezza, ancora non soddisfacente lo sforzo per riorganizzare il lavoro in modo da garantire la sicurezza, troppa cautela nei confronti di tutte quelle aziende che già sono in grado di garantire la salute dei lavoratori.

La polemica ha riguardato anche la celebrazione delle messe, che secondo Iv deve riprendere. «Non permettere la possibilità di un momento di spiritualità, sia pure in tutta sicurezza, dà la misura di un approccio sbagliato», ha spiegato la Bellanova. In generale, «si sarebbero potuti aprire già il 4 maggio tutte le imprese e i punti vendita, garantendo la sicurezza. Invece di fare assistenzialismo, investiamo risorse per rendere sicuri i posti di lavoro».

Il presidente di Italia viva Ettore Rosato è netto: «Diamo fiducia agli italiani: sanno rispettare le regole, riapriamo. Bisogna fare arrivare subito i soldi ai lavoratori e alle imprese. Inoltre, sono molto preoccupato per la situazione delle famiglie italiane: la riapertura comporta che le persone vanno a lavorare mentre le scuole sono chiuse. C’è bisogno di misure straordinarie per le famiglie, in termini economici e di servizi».

Per Iv, insomma, servono «coraggio e visione» per impostare la “Fase 2”, qualità che al momento secondo i renziani non si vedono dalle parti di palazzo Chigi. Il timore di Renzi è per la tenuta del sistema produttivo, l’ex premier teme che interi settori dell’economia perdano quote di mercato a vantaggio di aziende di altri Paesi. E la ministra Elena Bonetti twitta: «In sicurezza si può visitare un museo ma non si può celebrare una funzione religiosa? Una decisione incomprensibile».