Coronavirus, Renzi: “Non mi rimangio nulla, riapriamo il prima possibile. La pandemia rischia di diventare carestia”

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi intervistato dall’Avvenire aveva dichiarato che fosse necessario riaprire prima possibile fabbriche e scuole. Queste dichiarazioni hanno provocato  dure reazioni tra politici e scienziati.

Intervistato da Selvaggi Lucarelli per TPI, Matteo Renzi non fa un passo indietro, anzi rilancia: “Nelle prossime ore quello che sto dicendo io lo diranno tutti. Io ho fatto il sindaco, il presidente del consiglio, ho avuto tutto. Perché dovrei farmi notare? Non è che la dimensione umana mi sfugga, sia chiaro. Ieri a mezzogiorno è morta la Fiorella, la farmacista del paese. Era una delle donne a cui volevo più bene, mamma di un mio amico carissimo. Quando da premier sono tornato in paese a Rignano, un’unica volta, mi hanno fatto una foto mentre la abbraccio. Tutto questo è devastante sul piano emotivo, solo che chi fa politica deve riuscire a vedere oltre.”

LA PANDEMIA DIVENTA CARESTIA

Rispondendo a cosa ne pensi dei buoni per la spesa , risponde che vanno bene perchè bisogna rispondere alle priorità della gente. “Ma non si può pensare di risolvere tutto con l’assistenzialismo, perché poi ti ritrovi tra sei mesi col debito al 150 per cento e i balconi diventano forconi. La pandemia diventa carestia.”

La Lucarelli chiede cosa fare però se si riapre tutto e ci si trova con un focolaio in un azienda con migliaglia di operari. Per Renzi la soluzione è la stessa da adottarsi nelle scuole, con screening di massa alla popolazione tramite le analisi del sangue. E spingere tutti a lavorare distanziati.