Coronavirus, Renzi: “Pil sarà un disastro ma bisogna pensare a fermare epidemia. Su Scuola servono meccanismi per recuperare mesi persi”

“Pil a -8%? Forse è un dato eccessivo ma sicuramente il Pil sarà un disastro. Ma prima occupiamoci della salute delle persone. Adesso bisogna fare di tutto per fermare questa epidemia”.

Così attraverso il proprio profilo facebook in una diretta in cui si sofferma sull’emergenza coronavirus sia dal punto sanitario che dal punto economico.

Renzi: “partita lunga, forse solo fine primo tempo ancora”

“La partita sarà ancora lunghissima, forse siamo alla fine solo del primo tempo ha detto anche Matteo Renzi. La riduzione degli orari dei supermercati sarebbe un disastro. Se i supermercati stanno aperti dalla 10 alle 18 facciamo un favore al virus”.

Nemmeno su particolari misure più restrittive per Milano, invocate dal Governatore lombardo Attilio Fontana, il leader di Italia Viva sembra essere convinto.

“Non sono d’accordo con la chiusura dei mezzi pubblici a Milano. E concordo con il sindaco Sala, finché ci sono persone che lavorano per garantire i servizi essenziali, i mezzi di trasporto devono funzionare anche nell’arco di tempo più ampio per evitare concentrazione”.

Renzi: “Su scuola servono risposte”

Secondo Renzi è necessario che il Governo spieghi come affrontare questa fase delicata e controversa dell’anno scolastico, anche se al momento è comprensibile che non abbia ancora dato risposte. Io credo che il sei politico sia un errore, non va bene, ma dobbiamo sapere che un meccanismo per recuperare i mesi persi a scuola va trovato”. E sulla chiusura delle Camere, il leader di Italia Viva è netto: “Il Parlamento deve restare aperto, non si chiude nemmeno in stato di guerra”.

Il Sindaco Sala: “chiudere metro è demagogia”

“Qualcuno chiede: chiudiamo il trasporto pubblico a Milano. Ma come faremo a permettere di spostarsi ai lavoratori che garantiscono i servizi essenziali? Questo non è il momento di fare della demagogia, ma di fare le cose giuste”. Lo scrive su Twitter il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.