Coronavirus, Renzi spinge per la riapertura: “Non possiamo stare due anni chiusi in casa”

“Se non si riparte la recessione farà più danni del virus. Ci si affida a tecnici, economisti o virologi quando la politica è debole. lo voglio una politica forte, che ascolta i medici ma poi decide. Non una politica che scappa dalle responsabilità”.

Così si esprime Matteo Renzi leader di Italia Viva in una intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

L’ex premier insiste nel suggerire al Governo e alla politica le iniziative da adottare per una riapertura del Paese.

“Penso che col Covid-I9 avremo a che fare per i prossimi due anni, o comunque finché non arriverà il vaccino. Proprio per questo non possiamo restare tutti chiusi in casa per due anni”.

“Onda di piena passata”

Alla domanda: se tra un mese le condizioni non saranno più favorevoli? Renzi risponde: ”Non più di adesso. L’onda di piena è passata, gli accessi ai pronto soccorso calano, le terapie intensive non scoppiano più. Se fossimo vicini al contagio zero sarei il primo a dire stiamo chiusi una settimana in più, ma non è così”.

“E anche col contagio zero – osserva l’ex premier – basterebbe un turista, un lavoratore straniero, un asintomatico per far ripartire un focolaio. Per questo – ripete – serve quella strategia di ripartenza alla quale da una settimana sto invitando la politica, non i medici”.

Renzi vuole inchiesta su sito Inps

Renzi propone inchieste anche, “sul sito Inps che collassa nel click day costringendo il presidente Tridico a difendersi come un Blues brothers che parla di cavallette, sulla Consob che vieta le vendite allo scoperto quando i buoi sono già scappati”.

In merito alle misure di contenimento decise dal premier Conte per affrontare l’emergenza Covid – 19, Renzi riflette: ”Avere cautela significa bilanciare i rischi. Non c’è una verità assoluta, ci muoviamo in un mare ignoto. Mi chiedo perché l’Italia abbia dieci volte i morti della Germania. Perché la Corea del Sud sia riuscita ad arginare il contagio e i Paesi europei no. Perché chi si era basato su una presunta immunità di gregge stia ora pagando prezzi altissimi. Ma ci sono state sottovalutazioni ed errori, anche da noi”.