Resto al Sud, Invitalia lancia un’app per monitorare le richieste di incentivi

L'applicazione consente di seguire in tempo reale lo stato di avanzamento della propria domanda e rimanere sempre informati su tutte le novità

Invitalia

Restare nel proprio paese d’origine e non essere costretti a emigrare per vivere. Per i giovani italiani – soprattutto se nati nel Mezzogiorno – trovare lavoro nella propria terra diventa sempre più difficile. Nel 2016 nella fascia di età tra i 18 e i 34 anni se ne sono andati in 48.600, oltre novemila in più rispetto al 2015. Secondo l’ultimo Rapporto Svimez, negli ultimi 15 anni il Sud ha perso duecentomila laureati per un costo calcolato di 30 miliardi, trasferiti alle regioni del Centro Nord o all’estero. Adesso però chi sceglie di aprire un’impresa a Sud avrà un nuovo  alleato: la App “Resto al Sud”, l’applicazione che permette a chi ha fatto domanda per ricevere gli incentivi del progetto “Resto al Sud”, di seguire in tempo reale lo stato di avanzamento della propria richiesta e rimanere sempre informato su tutte le novità. E’ la prima volta che un incentivo pubblico viene accompagnato da uno strumento digitale che vuole garantire velocità e trasparenza all’intera procedura.

negli ultimi 15 anni il Sud ha perso 200.000 laureati per un costo di 30 miliardi

I numeri del progetto
“Resto al Sud” – programma gestito da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa partecipata al 100 per cento dal ministero dell’Economia – garantisce delle agevolazioni ai giovani tra 18 e 35 anni che vogliono avviare un’iniziativa imprenditoriale purché residenti in una delle regioni interessate oppure disposti a trasferirvisi (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). La partecipazione al bando può essere richiesta da società, cooperative, ditte individuali nate dopo il 21 giugno 2017. Possono costituirsi anche dopo l’esito positivo della valutazione.
Partito il 15 gennaio 2018, a luglio risultavano presentate 11.420 domande. Le regioni di provenienza sono soprattutto la Campania, la Sicilia e la Calabria. Le domande approvate finora sono circa 800, per un totale di investimenti superiore a 52 milioni.

Agevolazioni e requisiti
Il progetto ha una dotazione di 1,25 miliardi di euro, ma ciascun giovane può ricevere un finanziamento non superiore a 50 mila euro. Se si tratta di società è possibile richiedere 50 mila euro per ogni socio fino a un massimo di duecentomila. L’agevolazione è per il 35 per cento a fondo perduto e per il restante 65 per cento rappresentata da un finanziamento a tasso zero. Non tutte le attività imprenditoriali però sono finanziabili. Tra queste, è possibile ottenere l’agevolazione per l’apertura di bar, pasticcerie, ristoranti, affittacamere, camping, agenzie di viaggi, Ma anche saloni di estetica, toilette per animali, palestre, centri benessere, stabilimenti balneari, asili nido, scuole di lingua, scuole di danza.

Investire per restare
Ma c’è anche chi, come Giacomo, giovane ingegnere sardo laureato al Politecnico di Torino, vuole produrre i coltelli artigianali tipici della tradizione sarda. «Volevo tornare in Sardegna e con la mia attività spero di poter contribuire al rilancio dell’economia del mio territorio». La sua domanda, presentata il 20 aprile, è stato approvata pochi giorni fa. L’elemento interessante è l’assoluta trasparenza garantita alla procedura. La domanda per ottenere le agevolazioni va presentata sul sito di Invitalia che verifica i requisiti e valuta il progetto. Attraverso la App sarà possibile controllare tutti gli step della procedura e controllare che siano rispettati i tempi indicati per il raggiungimento di ogni passaggio. L’obiettivo è duplice: arginare la fuga di talenti dal Mezzogiorno e superare lungaggini e opacità che troppo spesso accompagnano la concessione di incentivi pubblici.

 

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