Retribuzioni, ecco l’identikit di chi guadagna di più in Italia

Il risultato è contenuto nella 27esima edizione del "Rapporto sulle retribuzioni in Italia", elaborato da Od&m consulting

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Uomini, laureati e residenti nel Nord-Ovest. Ecco l’identikit di chi, in Italia percepisce le retribuzioni migliori, come risulta dalla 27ma edizione del “Rapporto sulle retribuzioni in Italia”, per il 2018, elaborato da Od&m consulting, società di Gi Group specializzata in Hr consulting.

Laurea una marcia in più
Dai risultati della ricerca si evince come il titolo di studio sia determinante per ottenere stipendi più alti. I giovani laureati, infatti, percepiscono una retribuzione più alta rispetto a chi non possiede tale titolo con una differenza che oscilla tra il 18,2 e il 19,6 per cento sulla rta (retribuzione totale annua) in base agli anni di esperienza lavorativa conseguita. I laureati con 1-2 anni di esperienza (28.484 euro di rta media) guadagnano più dei non laureati con 3-5 anni di anzianità (25.595 euro) per un differenziale dell’11,3 per cento.
Per chi ha conseguito una laurea triennale la retribuzione base annua rilevata alla prima occupazione è di 23.850 euro, mentre chi ha raggiunto la laurea magistrale ha una rta media di 26.770 euro.
Nello specifico, in base all’area di studio, al primo impiego viene percepita una retribuzione base annua pari a: 22.950 euro per l’area umanistica (fra queste la più bassa è l’area letteraria con 21.410 euro), 26.750 euro in ambito giuridico-economico, 27.180 euro per gli indirizzi tecnico-scientifici (fra i quali spicca ingegneria con 28.990 euro).
La finanza si conferma il settore che paga di più dirigenti (146.539 euro di rta, il 12,1 per cento in più rispetto alla media nazionale) e quadri (64.389 euro), mentre l’industria è quello che registra gli stipendi più alti per impiegati (35.074 euro) e operai (27.814 euro).

Più ricchi nel nord-ovest
A livello retributivo, l’area territoriale che paga di più è sempre il Nord-Ovest. Il differenziale più alto si registra per gli impiegati che qui con 33.232 euro di rta percepiscono il 18,4 per cento in più dei colleghi al Sud e nelle isole (28.073 euro). Seguono le retribuzioni del Nord-Est e del Centro, mentre rimangono in coda il Sud e le isole: tuttavia, il gap Nord-Sud raggiunge il minimo nell’ultimo quinquennio per quanto riguarda i dirigenti (2 per cento).

Gender gap
Le differenze retributive fra uomini e donne, pur restando elevate, scendono per quasi tutte le categorie, in particolare per i quadri dove raggiungono il 4,2 per cento. Nel 2018, un dirigente uomo ha guadagnato 13.500 euro in più rispetto a una collega donna, con un differenziale dell’11,2 per cento. Lo stesso differenziale è stato raggiunto per gli impiegati, mentre per gli operai il gap rimane abbastanza stabile (8,7 per cento), con un leggero incremento (1,3 per cento).
Anche se gli uomini guadagnano sempre più delle donne, il gap diminuisce in particolare in quelle aree funzionali dove le donne sono maggiormente presenti e hanno maggiori possibilità di crescita professionale, ad esempio nell’ambito delle risorse umane, dove la differenza di retribuzione si riduce in misura significativa diventando inferiore al 2 per cento per quadri e impiegati.