Rialzo Iva, una bomba a orologeria: costerebbe 1200 euro a famiglia

Alcuni stralci del Def sembrano dare per certo l'attivazione del provvedimento, a partire dal primo gennaio

Bomba ad orologeria data per scontata in alcuni passaggi nel Def, il rialzo dell’Iva è una sorta di “convitato” di pietra del banchetto dei Bilanci dei paesi ad alto deficit, come l’Italia. Una sorta di “pegno” per i governi con i conti ballerini suggellato sull’altare di Bruxelles e vergato nei documenti programmatici prima e in Finanziaria poi.

«L’inflazione resterà contenuta nel 2019 (1,0 per cento) per effetto della caduta dei prezzi dei beni energetici e del rallentamento della domanda interna. Nel 2020 e 2021 la crescita dei prezzi risente dell’aumento delle aliquote Iva», si legge in un passaggio del Documento di economia e Finanza. «La dinamica delle entrate tributarie risente delle disposizioni che hanno aggiornato dal 2020 gli aumenti automatici dell’Iva e delle accise», riporta un altro passaggio del Documento. Stralci che sembrano dare per certo l’attivazione il primo gennaio del rialzo dell’Iva agevolata dal 10 al 12 per cento e dell’Iva ordinaria dal 22 al 24,5 per cento. Si vedrà a dicembre se anche quest’anno, come negli ultimi 9 l’esecutivo riuscirà a neutralizzare gli aumenti.

Spettro “immanente” del Bilancio italiano dal 2011 ad oggi, le clausole sull’Iva vennero introdotte per la prima volta nell’annus horribilis dell’economia italiana quando il paese, sotto il governo Berlusconi, rischiò il commissariamento della troika Ue. Da allora sono un “classico” del Bilancio italiano, che in caso di attivazione farebbe sentire subito il suo peso nelle tasche delle famiglie italiane con aggravi annui pari ad almeno 1.200 euro, secondo le associazioni dei consumatori.

(Fonte: AdnKronos)

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