Emergenza coronavirus, Conte pensa a chiusura a oltranza: il 3 aprile nulla o quasi sarà riaperto

Il sospetto è, innegabilmente, nell’aria. Le misure draconiane messe in campo per limitare le relazioni sociali ed ostacolare la propagazione del virus potrebbero andare oltre il 3 aprile.

A mettere per iscritto il perché all’idea potrebbero accompagnarsi i fatti è La Stampa. Non a caso la prima pagina del quotidiano del quotidiano torinese racconta, con un titolo a caratteri cubitali, come Conte sarebbe pronto a proseguire con le restrizioni “ad oltranza”.

3 aprile non dovrebbe essere una data utile

Il governo avrebbe in mano dei grafici che, indipendentemente dall’andamento dei prossimi giorni, segnalano come il 25 e il 26 marzo i giorni che potrebbero essere più difficili a livello nazionale.

C’è il timore, neanche nascosto, che la fuga dalla Lombardia verso il Sud possa essere una ‘bomba biologica’ che potrebbe esplodere.

C’è insomma l’attitudine a prepararsi al peggio a livello organizzativo, ma anche quel senso di ottimismo rispetto alla possibilità che la curva scenda.

E’ stato scritto ovunque che questa sarà la settimana decisiva.

Ritorno alla normalità sarà comunque graduale

“Conte – scrive proprio La Stampa – ha già chiaro quello che gli esperti sanno da sempre: il 3 aprile nulla o quasi sarà riaperto”.

Si va verso, dunque, la prosecuzione della strategia delle scuole chiuse. Ed in ogni caso è sbagliato credere che, da un momento all’altro, si tornerà alla vito normale.

Secondo l’esempio cinese si assisterà ad un ritorno graduale alla vita normale con aperture scaglionate e settoriali, fino ad arrivare alla normale vita sociale. Occorreranno, bene che vada, diverse settimane.

C’è, però, un consapevole pessimismo rispetto al fatto che l’inizio della normalità possa essere rappresentato dal 3 aprile