Ribaltone d’estate  

Un vero e proprio ribaltone è in arrivo dalla prossima settimana secondo ilMeteo.it. In particolare nelle giornate di martedì 9 e mercoledì 10 luglio, l’Italia sarà interessata da un intenso passaggio instabile seguito da aria più fredda di origine polare. Un sistema perturbato e più fresco, proveniente dal Nord-est Europa, si è messo in viaggio verso il nostro Paese e giungerà bruscamente dalla mattinata di martedì che sancirà il netto cambiamento meteorologico a iniziare dal Nord per poi estendersi su tutte le regioni del Centro-Sud nei giorni a seguire (verso la fine della prossima settimana).  

Le temperature subiranno un crollo di almeno 8°C, ma fino a 10/12°C in meno in tutte le zone interessate da grandinare e forti temporali. 

In modo particolare, dalla mattinata di martedì è previsto un debole peggioramento del tempo sull’Emilia Romagna dove da Nord avanzeranno nubi e piovaschi con locali acquazzoni a macchia di leopardo anche sul Veneto e Trentino Alto Adige. Dalla tarda mattinata l’ulteriore approfondimento del vortice freddo in quota determinerà piogge e temporali, con annesse grandinate e nubifragi, su Liguria, Toscana, ancora Emilia Romagna, Umbria e Marche. Verso la tarda sera, mentre le piogge tenderanno ad attenuarsi sulle regioni centrali, un altro peggioramento giungerà da Ovest interessando il Piemonte e successivamente si estenderà sulla bassa Lombardia, Liguria, Emilia e parte del Veneto occidentale.  

Mercoledì, invece, vedrà cielo nuvoloso su gran parte del Nord con piogge sparse su Pianura Padana, Pre-Alpi e Appennino Tosco-Emiliano. Dal pomeriggio la parte più attiva del peggioramento si accanirà sul versante del medio Adriatico con forte maltempo a carattere di nubifragi e temporali sulle basse Marche (tra le province di Macerata, Fermo e Ascoli-Piceno), Abruzzo e Molise costiero. Su alcune zone potrebbero cadere anche più di 70-80 mm di pioggia in meno di tre ore.  

L’acuto maltempo che potrebbe produrre fenomeni importanti come trombe d’aria e grandine record sarà prodotto dal forte scarto termico tra l’aria calda presente al suolo e quella più fredda in transito in quota. Il clou si esaurirà entro la nottata con ultimi piovaschi sulle zone costiere del medio-basso Adriatico.  

(Fonte: Adnkronos)