Da Roma Tre l’innovativo scanner per analizzare grandi opere d’arte

Con il finanziamento ottenuto dall’assessorato all’Università della regione Lazio per i progetti di ricerca, l’Istituto di fisica nucleare di Roma Tre insieme alla società Ars Mensurae hanno ideato uno scanner unico al mondo per accurate ispezioni di opere d’arte in cattivo stato di salute o da restaurare.

Roma Tre

Un microscopico mutamento degli elementi chimici della pittura mette a rischio i colori di un prezioso Van Gogh? Una minuscola scalfitura compromette l’integrità di un bronzo di Riace? Una lesione invisibile sta deteriorando un pezzo unico al mondo come la maschera funebre di Agamennone? Niente paura: lo speciale scanner ideato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare dell’Università Roma Tre esaminerà con precisione le superfici dell’opera d’arte e, cogliendone ogni minimo danno, spianerà la strada al lavoro del restauratore.

Si può sinteticamente riassumere con queste parole il progetto di ricerca dell’Istituto nazionale di fisica nucleare dell’ateneo di romano di via Ostiense, approvato e finanziato dalla regione Lazio con i fondi della Legge regionale 13/2008. Un progetto innovativo ed unico al mondo nato dalla sinergia tra pubblico, ossia l’università, e privato, rappresentato dall’azienda Ars Mensurae che si occupa di indagini diagnostiche applicate ai beni culturali.

La ricerca che crea lavoro

Il progetto dell’Istituto di fisica nucleare di Roma Tre si chiama Mu.S.A. e vede la partecipazione, oltre che dell’Infn, del Cnr. Partner fondamentale di questa iniziativa è la società privata Ars Mensurae, presente sul mercato delle misure scientifiche sui beni culturali da oltre quindici anni, e con un parco clienti molto ampio e sensibile ad innovazioni scientifiche. In prospettiva ci sono poi concrete ricadute occupazionali: gli autori della ricerca prevedono di impiegare, grazie al progetto, i laureati del corso in Tecnologie per i beni culturali, che attualmente non trovano sbocchi lavorativi, soprattutto nel Lazio.

«Lo strumento di diagnostica che abbiamo ideato può essere applicato ad un quadro che abbia un processo di degrado in corso, qualora la galleria o il museo che lo possiede abbia necessità di scoprire le cause del degrado medesimo – spiega Paolo Branchini, fisico dell’Infn e coordinatore del progetto -. E qui entra in gioco la fisica e la chimica dei materiali; tra i vari strumenti che si utilizzano per monitorare la condizione di un bene culturale c’è oggi lo scanner denominato XRF, mediante il quale è possibile effettuare un’analisi millimetrica dell’oggetto d’arte e conoscere la sua composizione chimica superficiale».

Laser Roma Tre

Nuove tecnologie per la tutela del patrimonio culturale

Un dato interessante è che la nuova tecnologia dello scanner figlio del progetto Mu.S.A. è completamente ‘Made in Roma Tre’. «Storicamente l’Infn idea e produce rivelatori, ossia strumenti per rivelare particelle elementari – afferma Andrea Fabbri ingegnere dell’Infn ed autore della nuova elettronica -. Da anni con i rivelatori si cercano ricadute e applicazioni in ambiti diversi dalla ricerca puramente speculativa, come ad esempio nel campo medico. Oggi quindi l’applicazione, opportunamente modificata e rivista, trova un nuovo sbocco nei beni culturali.

L’XRF scanner dell’Ars Mensurae ci permetterà di capire quali sono i prodotti di queste reazioni chimiche e, di conseguenza, come intervenire al meglio in fase di restauro. Tutto questo in tempi brevissimi rispetto ad altri scanner attualmente in commercio».

Connubio pubblico-privato

Siamo appena agli inizi ma l’entusiasmo, unito all’orgoglio di stare creando un qualcosa di unico al mondo, è palpabile anche tra i responsabili della società Ars Mensurae, che ha fornito lo spunto per la creazione dello scanner per beni culturali. «Con l’opzione offerta oggi dall’Infn con il progetto approvato dalla Regione si aprono scenari finora solamente sognati – conclude Stefano Ridolfi, fisico e responsabile di Ars Mensurae -. Una volta costruito il nuovo XRF scanner, abbiamo intenzione di realizzare una mostra aperta al pubblico con un ‘cantiere didattico’ dedicato al nuovo strumento presso la Gnam (Galleria nazionale di arte moderna ndr). Ed il direttore della Galleria, dottoressa Cristiana Collu, deciderà quali capolavori sottoporre a questa indagine innovativa per far conoscere il nuovo scanner».