Rider, dall’Europa un regolamento per tutelarli

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Sono sempre di più gli italiani che scelgono di ordinare i pasti a domicilio. Lo testimonia uno studio sul food delivery realizzato dal Censis per Coldiretti che rivela come in questi mesi del 2018 ci sia stato un aumento del 47 percento di acquisti online e prenotazioni telefoniche che ha coinvolto più di un italiano su 3 (il 37 percento).

I dati dello studio
La ricerca è stata presentata durante il Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato a Cernobbio dalla Coldiretti. Secondo lo studio il 57,3 percento degli italiani sceglie di rivolgersi alle varie piattaforme online perlopiù per pigrizia e mancanza di voglia di cucinare, mentre il 34,1 percento lo fa per stupire gli amici a cena con piatti di qualità. Negli ultimi tempi, infatti, la scelta dei ristoranti e delle cucine a cui rivolgersi dai fast food, alla cucina italiana tradizionale, fino al sushi o a ristoranti etnici. Inoltre, la scelta è data anche dai tempi delle consegne che possono anche essere concordati per una determinata fascia oraria.
La fascia d’età che usufruisce maggiormente di questi servizi è quella tra i 18 e i 34 anni con il 71,1 percento. Le coppie con figli che nell’ultimo anno si sono rivolte a una piattaforma di food delivery sono il 40,6 percento, percentuale che sale al 45,7 per i genitori single con figli.

La questione rider
Tra gli artefici del successo di questo servizio, anche i ragazzi che si occupano di consegnare gli ordini in bicicletta o in motorino: i cosiddetti rider. Le loro condizioni di lavoro sono state spesso al centro dell’agenda politica nei mesi scorsi e per 4 italiani su 10 (il 38,1 percento) andrebbero migliorate. A questo proposito la Commissione del Parlamento europeo ha approvato una serie di regole sui diritti minimi per i lavoratori che operano nei settori on-demand. In pratica, come riporta il testo approvato, tutti i lavoratori devono essere informati sin dal primo giorno sugli aspetti essenziali del contratto dalla durata ai termini di preavviso, fino allo stipendio base iniziale. È stato inserito un obbligo per i datori di lavoro a fornire le informazioni per iscritto, includendo dettagli su corsi di formazione, bonus e pagamenti di straordinari. Inoltre chi svolge questi lavori dovrebbe godere di un livello minimo di stabilità e i periodi di prova non dovrebbero superare i 6 mesi (9 per quanto riguarda posizioni manageriali) per garantire che con un contratto rinnovato non possa esserci un nuovo periodo di prova. Infine, i datori di lavoro non dovrebbero proibire, sanzionare o ostacolare i lavoratori dal prendere accordi anche con altre società.
Ora il testo dovrà ricevere l’approvazione da parte del Parlamento e del Consiglio europeo.

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