Rider in piazza in tutta Europa  

Ciclo-cortei, feste a tema, presidi e manifestazioni. Così i rider italiani si apprestano a ‘scioperare’ oggi nelle principali piazze d’Italia nella prima iniziativa di mobilitazione pensata e attuata in contemporanea in più di 35 città d’Europa. Una data simbolica, quella scelta dall’internazionale dei fattorini europei lo scorso ottobre, che fa coincidere la mobilitazione con il compleanno di Mister Deliveroo, Will Shu, Ceo e cofondatore di una delle piattaforme del food delivery tra i big mondiali della gig economy, che compirà 39 anni.  

L’obiettivo è quello di riaccendere i riflettori sulla situazione dei ciclofattorini “per ottenere diritti e dignità che le piattaforme continuano a negare ovunque”, come spiega all’Adnkronos Marco Marrone, di Riders Union Bologna. “Il tempo dell’attesa è finito”, è lo slogan che riunirà i circa 1000 fattorini italiani che si apprestano a scendere in piazza, e che, al di là delle singole realtà territoriali, girano al governo un lungo elenco di richieste al momento ancora inevase.  

“Chiediamo – dice ancora Marrone – che si arrivi al più presto alla definizione di una soluzione, per legge o per contratto, che garantisca un salario orario dignitoso, sulla falsariga di quanto prevede il contratto della Logistica; un’assicurazione Inail al 100%; contributi Inps che diano accesso all’indennità di disoccupazione; un monte ore garantito e libertà sindacali”. Temi appunto ancora attuali considerato che non trova ancora la quadra, dopo 8 mesi di trattative, il confronto voluto dal governo tra piattaforme, rider e sindacati sulle nuove tutele da garantire a questi lavoratori.  

E dopo l’ennesima fumata nera nell’ultimo incontro tra le parti del 7 novembre scorso, il pallino sta nelle mani del ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, che dovrà presentare una proposta “in grado di sintetizzare le diverse posizioni finora emerse”. Al momento però, anche se la deadline individuata dal Mise fissa entro dicembre una possibile soluzione, non è imminente nessun nuovo incontro: la ‘diplomazia’ è comunque al lavoro e proseguono i contatti e gli incontri informali per arrivare a un possibile testo di accordo. Si chiude entro dicembre? “Mah, il problema sono le piattaforme che stentano a riconoscere una rappresentanza per i rider. Vedremo cosa farà il governo”, conclude Marrone.  

(Fonte: Adnkronos)