Rider, nel Lazio una legge che disciplina il settore

E' la prima tra le regioni italiane ad adottare uno strumento normativo che cerca di porre regole chiare al settore della gig economy

La giunta regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge per la tutela e la sicurezza dei rider e dei lavoratori che operano tramite piattaforme digitali. Si tratta, spiega una nota della Regione, del «primo testo di legge in Italia che intende garantire maggiori diritti ai lavoratori della Gig Economy. In particolare, la proposta di legge garantisce la tutela della salute e della sicurezza del lavoratore, quella assistenziale e previdenziale, promuovendo lo sviluppo responsabile dell’economia digitale».
Un provvedimento, annunciato già prima dell’estate, che arriva mentre il neo ministro al Lavoro, Luigi Di Maio, ha avviato un confronto con i lavoratori del settore e i sindacati con l’obiettivo di approfondire le dinamiche del fenomeno.
Il testo, composto di 14 articoli, si rivolge da un lato dai “lavoratori digitali”, ossia alle persone che offrono alla piattaforma informatica la disponibilità della propria attività di servizio e dall’altro alle imprese che, mediante un’applicazione digitale, organizzano l’attività di servizio del lavoratore al fine di offrire un servizio a terzi.

I punti principali della legge:
Salute e sicurezza. Si riconosce ai lavoratori la tutela sulla salute e la sicurezza. A carico della piattaforma l’assicurazione contro gli infortuni, malattia professionale e danni a terzi. E ancora : misure per la tutela psico-fisica del lavoratore, la manutenzione dei mezzi di lavoro, la formazione sulla sicurezza.
Tutela assistenziale e previdenziale. A carico della piattaforma l’assicurazione maternità e paternità.
Il compenso. Aspetto sul quale si rimanda anche alla contrattazione collettiva, partendo però dalla base del rifiuto del compenso a cottimo e della ricerca di retribuzione su base oraria.
Obbligo di formazione e informazione. La piattaforma provvede alla formazione e offre chiarezza e trasparenza su tutte le condizioni contrattuali e lavorative.
Istituzione del portale del lavoro digitale e della Consulta dell’economia digitale. L’iscrizione al portale darà diritto all’accesso ai contributi messi a disposizione dalla Regione. La Consulta permetterà invece un continuo aggiornamento sulla legge e su un tema in continua evoluzione.
Le risorse della Regione per garantire diritti La Regione stanzia un fondo per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali per 2 milioni di euro per gli anni 2019/2020. Con queste risorse la Regione finanzia la formazione al lavoratore su salute e sicurezza e gli eroga forme di tutela integrative di natura previdenziale e assistenziale. Nel corso del 2018 viene stanziata la spesa di 100.000 euro per la realizzazione del Portale.

Nuovi strumenti regionali
«È prevista la creazione del Portale del lavoro digitale composto dall’Anagrafe regionale e dal Registro regionale delle piattaforme digitali. I lavoratori e le piattaforme potranno iscriversi al Portale per accedere alle forme di tutela integrative che saranno finanziate con i 2 milioni di euro», ha sottolineato Claudio Di Berardino, assessore Lavoro e nuovi diritti, Politiche per la Ricostruzione.

A questo link il testo integrale della proposta di legge

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