Rider contro Di Maio: «Pinocchio, ci vediamo nelle strade»

Il gruppo che lavora nel mondo del delivery food: «Non c'è la dignità di questo governo che ha promesso delle cose e che non le ha mantenute, che non ha fatto il suo dovere, ma che ha fatto solamente un miserabile teatrino sulla nostra pelle»

rider

Riders Union Bologna, un gruppo di fattorini che lavora nel mondo del delivery food, ha scritto un comunicato mettendo nel mirino Luigi Di Maio, leader del M5S. Hanno puntato il dito contro il ministro del Lavoro dopo averlo incontrato nei mesi scorsi per ottenere delle tutele che non sono arrivate e che non arriveranno, secondo le loro fonti. «Non c’é la dignità di questo governo che ha promesso delle cose e che non le ha mantenute, che non ha fatto il suo dovere, ma che ha fatto solamente un miserabile teatrino sulla pelle dei riders», si legge nella nota. Nel post di Facebook c’è anche una fotomontaggio che raffigura Luigi Di Maio con il naso da Pinocchio. «Ci vediamo nelle strade», ha scritto il gruppo Riders Union Bologna in fondo al comunicato.      

Il testo completo firmato da Riders Union Bologna 
«Apprendiamo dalle agenzie di stampa che, nonostante le promesse del governo, all’interno del provvedimento attuativo del reddito di cittadinanza e quota 100 non ci sarà l’emendamento per garantire l’estensione delle tutele dei lavoratori subordinati anche ai riders. Tutto ebbe inizio quando Luigi Di Maio ci convocò 8 mesi fa, nel giorno del suo insediamento al ministero del Lavoro: le nostre esperienze di lotta lo avevano costretto a parlare di una “generazione abbandonata” a cui dare ciò che il liberismo estremo dell’economia delle piattaforme ci nega ogni maledetto giorno, ogni maledetta pedalata.
Dopo queste roboanti dichiarazioni fu presentata una proposta di decreto legge sul riconoscimento della subordinazione, liquidata nel giro di una settimana, seguita poi da un tavolo di trattativa tra le parti sociali naufragato perché le aziende negarono la possibilità di arrivare ad un accordo, ribadendo che per loro si doveva continuare a lavorare a cottimo, senza assicurazione, senza livelli retributivi minimi, senza contributi per la pensione, senza malattia, senza ferie, senza sicurezza e senza dignità. A quel punto il governo dichiarò di voler agire definitivamente per legge, per estendere quelle tutele che ancora oggi, dopo tanto tempo, sono per noi un miraggio, nonostante gli incidenti, anche gravi, che continuano a capitare, nonostante le sentenze che danno torto alle piattaforme, nonostante la nostra intolleranza per soprusi precarietà e diritti negati. Ebbene, nonostante le promesse e le dichiarazioni pubbliche, con la faccia tosta di ribadire fino alla settimana scorsa che l’emendamento sui riders era pronto e che sarebbe stato inserito nel decretone, questo non è avvenuto! L’emendamento sui riders non c’è. Non c’é la dignità di questo governo che ha promesso delle cose e che non le ha mantenute, che non ha fatto il suo dovere, ma che ha fatto solamente un miserabile teatrino sulla pelle dei riders. Tutto da rifare? No. Pretendiamo a gran voce che l’estensione delle tutele dei lavoratori subordinati ai riders sia fatta subito per decreto legge! In assenza di questo, il governo si assume tutte le responsabilità di chi ha scherzato per 8 mesi con i “lavoratori abbandonati”, ma che sono ancora capaci di organizzarsi ed esprimere la propria rabbia e la propria indignazione. A questo punto non solo nei confronti delle piattaforme ma anche di un governo che è venuto meno alle proprie promesse e che ora ne dovrà pagare le conseguenze. Ci vediamo nelle strade. Avanti riders, non per noi ma per tutti/e!». 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

tre × 5 =