Riforma sport, Giorgetti e Valente: «Si farà». Alta tensione con il Coni

La trattativa tra il comitato olimpico italiano e il governo va avanti. L'ex presidente Franco Carraro: «Vediamo come è la legge e speriamo che si trovino soluzioni adeguate. Bisogna passare dalle parole ai fatti»

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Coni-governo: alta tensione per la riforma dello sport. Il contorno della consegna dei Collari d’Oro – la massima onorificenza del mondo sportivo – ha confermato gli attriti tra le parti in gioco. Dal palco, in diretta tv, è volata una frecciatina. Perché Giovanni Malagò, il numero uno del Coni, ha chiuso così il suo discorso: «Spero che il Coni resti il più importante comitato olimpico che c’è al mondo». Subito dopo il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha ribattuto: «Il Coni è grande e autonomo. Ma non deve essere il più grande comitato olimpico, è importante che sia il migliore al mondo…». E poi ha aggiunto: «Lo sport può esistere tranquillamente senza la politica, ma la politica serve nel momento in cui riesce a immaginare uno sviluppo. C’è bisogno di una collaborazione armoniosa. Spero che la riforma sia compresa, attuata e possa portare benefici». Una mano tesa? A parole…  

La rivoluzione: partita aperta? 
Il governo, del resto, sta andando dritto al punto: vuole depotenziare il Coni cancellando Coni Servizi e creando Sport e Salute. Il Coni, quindi, si dovrebbe occupare solamente della preparazione olimpica, dello sport di alto livello, mentre l’assegnazione diretta dei contributi alle federazioni passerebbe tra le mani di Sport e Salute. «Il perimetro della riforma e della nuova società Sport e Salute ormai è definito. L’importante è che si definisca bene la messa a terra e concretizzarla in tutti i settori che si vogliono sviluppare. Su questo ci sarà bisogno della collaborazione di tutti», ha detto il sottosegretario con delega ai rapporti con il Parlamento, Simone Valente, uno degli uomini di fiducia di Luigi Di Maio. Traduzione: nel 2020 Sport e Salute dovrebbe essere operativa. Il Coni dall’altra parte non ha nessuna intenzione di mollare la presa, pensa che la partita sia ancora aperta: del resto c’è tutto il 2019 per arginare una rivoluzione di cui va valutata la portata e soprattutto l’applicabilità.

Il mini-vertice
Nei prossimi giorni non sono previsti incontri ufficiali in agenda, ma i contatti sono e restano continui. Malagò e Giorgetti, infatti, si sono intrattenuti a parlare per qualche minuto dopo la cerimonia dei Collari d’Oro, lontani dalle telecamere e dai giornalisti, restando però nei pressi del Foro Italico. «Spazio per la mediazione con il governo? Secondo me c’è sia spazio per trattare che dei punti fermi. Quando una persona si incontra e si parla lo considero un fatto significativo, propositivo. Giorgetti era arrabbiato? Assolutamente no, nel modo più assoluto, anzi credo che per due ore si è divertito e distratto», ha detto col sorriso Malagò dopo la breve chiacchierata con il sottosegretario e la consegna dei Collari d’Oro.

Malagò e Giorgetti si confrontano al Foro Italico

Il pensiero di Franco Carraro
E’ stato sindaco di Roma, presidente del Coni ma anche ministro e numero uno della Figc. Franco Carraro, in esclusiva a Momento Italia, ha commentato così le frizioni tra Coni e governo: «La trattativa tra Coni e governo finora non ha prodotto grandi risultati, ma il Parlamento – che è sovrano – farà la legge di stabilità, vediamo come è la legge e speriamo che si trovino soluzioni adeguate. Io prendo atto del fatto che Giorgetti sul palco ha detto che vuole armonia e collaborazione. Speriamo che alle parole seguano i fatti. Ho conosciuto lo sport nel dopoguerra. Lo sport, sotto la guida del Coni, ha organizzato tre Olimpiadi, un mondiale di calcio, ma anche mondiali di tutte le discipline, dall’atletica al nuoto, dal basket alla pallavolo. Tutto sommato ha ottenuto, rispetto al denaro speso, più risultati che in altri settori. Non ci sono mai stati scandali di ruberie, chi ha gestito il Coni non è mai stato condannato per corruzione o altro. Certo, in alcuni casi si poteva fare meglio, ma in generale il Coni ha onorato e portato in alto il nome dell’Italia. Capisco che nella vita è giusto cambiare, che è giusto fare le riforme. C’è una nuova classe politica eletta dal popolo, speriamo solo che le riforme servano per migliorare».