Riforme, via libera al taglio del numero dei parlamentari

Il provvedimento che riduce il numero di deputati e senatori, portandoli in totale a 600, è stato approvato con 553 voti a favore

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Il parlamento cambia volto, dopo che l’Aula di Montecitorio ha approvato quasi all’unanimità la riforma costituzionale sul numero dei parlamentari. Hanno votato a favore 553 deputati, mentre i contrari sono stati 14 e gli astenuti 2. Si riduce di 345 seggi il numero di deputati e senatori che passano dagli attuali 630 a 400 alla Camera, e da 315 a 200 al Senato. Ora la riforma potrà essere sottoposta a referendum confermativo non avendo raggiunto in tutte le votazioni la maggioranza dei due terzi. Il premier, Giuseppe Conte, ha commentato così l’approvazione della riforma: «Il Parlamento ha concluso un percorso di
riforme costituzionali molto importante, è sicuramente un passaggio
storico». La riduzione dei parlamentari, inoltre, è stata festeggiata da alcuni deputati del MoVimento 5 Stelle usciti, dopo il voto, in piazza Montecitorio. Presente il leader pentastellato, Luigi Di Maio, che ha spiegato come questa riforma rappresenti «un piccolo passo per la politica, ma un grande passo per il Paese».

I commenti a favore
Il ministro degli Esteri, parlando con i giornalisti, ha aggiunto che il taglio dei parlamentari non mette in discussione «la centralità del Parlamento, ma è una cosa logica, un concetto molto importante, visto che siamo un Paese che ha 60 milioni di abitanti e aveva circa mille parlamentari. È logica, non significa andare contro la democrazia».
Anche il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, ha espresso via Facebook la sua soddisfazione per l’approvazione della riforma: «La riduzione dei parlamentari è una riforma che il centrosinistra e il Pd portano avanti, in forme diverse, da 20 anni. Oggi abbiamo deciso di votarlo tenendo fede al primo impegno del programma di Governo e anche perché – ha aggiunto – abbiamo ottenuto, così come da noi richiesto, che si inserisca dentro un quadro di garanzie istituzionali e costituzionali che prima non c’erano. Ecco il motivo del nostro sì, rispetto al no che avevamo dato qualche mese fa. Ora andiamo avanti per migliorare la vita degli italiani».

I contrari
Non tutti, però, hanno accolto favorevolmente la riduzione dei membri del parlamento. Emma Bonino, senatrice di +Europa, unico partito ad aver votato contro la riforma, ha commentato in una nota: «Il voto di oggi alla Camera certifica in maniera drammatica l’egemonia culturale del MoVimento 5 Stelle sugli altri partiti della maggioranza. Il Partito Democratico, e naturalmente anche i deputati che oggi fanno parte di Italia Viva (il nuovo partito di Matteo Renzi, ndr), prima dell’ecatombe odierna avevano votato per tre volte contro questa riforma, che decapita la rappresentanza dei cittadini nelle istituzioni, e con ottime ragioni. Oggi, invece, hanno votato a favore. Ma in cambio di cosa? Di nulla».