Rigopiano, in aula i familiari delle vittime  

di Silvia Mancinelli
Si sono riuniti fuori dal tribunale con magliette bianche sulle quali ognuno ha fatto stampare l’immagine del proprio familiare morto a Rigopiano, il 18 gennaio 2017. Questa mattina nell’aula 1 del palazzo di giustizia di Pescara, davanti al Gup Gianluca Sarandrea, si terrà la prima udienza preliminare relativa all’inchiesta principale sul disastro dell’Hotel di Farindola (in provincia Pescara) nel quale morirono 29 persone. Rischiano il processo 24 imputati, tra i quali l’ex prefetto di Pescara Francesco Provolo, l’ex presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, ai quali si aggiunge la società Gran Sasso Resort Spa.Dal crollo o altri disastri colposi all’omicidio e lesioni colpose, all’abuso d’ufficio e al falso ideologico i reati ipotizzati a vario titolo dalla Procura. Al centro dell’inchiesta dei carabinieri forestali, coordinata dal procuratore capo Massimiliano Serpi e dal sostituto Andrea Papalia, la mancata realizzazione della carta valanghe, le presunte inadempienze relative alla manutenzione e allo sgombero delle strade di accesso all’hotel, il tardivo allestimento del centro di coordinamento dei soccorsi. 

“Finalmente siamo arrivati qui, dopo 2 anni e mezzo in cui se ne è parlato in tutti altri luoghi rispetto a un’aula di tribunale. Da oggi inizierà un cammino che spero non sia lunghissimo e porti alla giustizia. Chi ha sbagliato deve pagare, una tragedia come questa non può rimanere impunita”, ha commentato all’Adnkronos Marco Foresta, 31 anni, unico figlio di Tobia e Bianca Iudicone.”Ho tante aspettative – gli fa eco Francesco, fratello di Gabriele D’Angelo, morto a 31 anni nella valanga – sperando non sia un grande bluff e che la legge sia uguale per tutti. E’ l’inizio di una grande battaglia. La nostra vita è stravolta, mia mamma oggi si è fatta forza ed è la prima volta che viene in udienza, pretendiamo giustizia”. 

(Fonte: Adnkronos)

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