Rimborsopoli in Calabria, ex consigliere condannato a restituire 235 mila euro: “Farò ricorso”

Nuove condanne della Corte dei Conti per la Rimborsopoli al consiglio regionale della Calabria. Responsabili di danno erariale sono stati dichiarati, stavolta, gli ex consiglieri Nicola Adamo e Ferdinando Aiello, che stando alla sentenza sono chiamati a risarcire rispettivamente 235mila 200 euro e 7mila 117,73 euro.

La vicenda risale alle indagini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Reggio sui rimborsi ottenuti e gestiti dai gruppi consiliari, in questo caso il Gruppo Misto, nell’arco temporale tra il 2010 e il 2012.

Rimborsopoli, l’ex consigliere Adamo si difende

L’ex consigliere regionale del Pd si difende: “non ho intascato un euro” e annuncia di aver dato mandato al proprio legale “di inoltrare ricorso avverso alla sentenza della Corte dei Conti calabrese, di cui è stata data ampia diffusione dalla stampa, che imputa al sottoscritto la responsabilità della spesa di 235 mila euro dei fondi che il Consiglio regionale della Calabria ha destinato, per gli anni 2010-2011-2012, alla componente del gruppo consiliare misto”

Secondo l’ex consigliere del Pd è doveroso “precisare, inoltre, che neanche un solo euro è stato “intascato” dal sottoscritto. E la stessa Corte dei Conti afferma che per quanto riguarda Nicola Adamo, il presunto danno erariale si sarebbe configurato solo «nell’utilizzo di somme per pagare un contratto di servizio stipulato con l’associazione “L’Idea” e per spese fatturate all’associazione ovvero per erogazioni a favori di componenti della stessa. Insomma, anche la contestazione della Corte dei Conti si muove lungo le linee poste a base del procedimento penale in atto presso il tribunale di Reggio Calabria, secondo il quale la presunta inappropriatezza sarebbe da ricondurre al fatto che io avrei autorizzato spese per finanziare attività politica e non attività istituzionale”.

Altro filone di indagati per rimborsopoli

Nelle scorse settimana la Corte dei Conti della Calabria aveva condannato altri sei consiglieri regionali, a restituire un totale di euro 531.106,77 . La sentenza riguardava il ruolo svolto dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale nell’utilizzo di somme destinate ai gruppi consiliari regionali. Le condanne avevano interessato cinque consiglieri regionali e il dirigente del servizio Bilancio e Ragioneria del Consiglio regionale al risarcimento nei confronti della Regione. Nello specifico, secondo quanto stabilito dalla corte dei Conti, il dirigente Luigi Danilo Latella dovrà restituire 212.440,00 euro, mentre i consiglieri Giuseppe Gentile, Antonio Scalzo, Francesco D’Agostino, Giuseppe Neri e Giuseppe Graziano dovranno restituire 63.732,00 euro a testa.