Piano Rinascita Italia, tutti contro Conte. Sarà crisi di Governo?

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Tensione maggioranza-Conte riguardo al Piano Rinascita Italia: il premier rinvia gli Stati Generali mentre all’orizzonte si profila una crisi di Governo.

Tutto partirebbe dalla conferenza stampa tenuta da Giuseppe Conte nella giornata di mercoledì 3 giugno, con il quale il premier ha annunciato  per il quale saranno utilizzate le risorse in arrivo con il Recovery Fund. Sembra, infatti, che il progetto non esista ancora e che all’interno della maggioranza se ne sia discusso solamente a grandi linee: ciò è bastato per scaldare gli animi dei vertici dei partiti, specialmente da parte del Partito Democratico.

STATI GENERALI

Una situazione che ha portato il premier a rinviare gli Stati Generali dell’Economia, previsti inizialmente per la giornata di lunedì, di qualche giorno: l’incontro con i sindacati, Confindustria e tutte le parti del sistema Italia ci sarà nella giornata di mercoledì (o al massimo giovedì), così da dare il tempo al Governo di presentarsi con un progetto ben definito, e non solo per grandi linee come quello annunciato da Giuseppe Conte in conferenza stampa.

PD E ITALIA VIVA

Giorni di tensione all’interno della maggioranza, visto che la prossima settimana si discuterà nel concreto di quali misure prevedere nel Piano Rinascita Italia. Dario Franceschini, in rappresentanza del Partito Democratico, ha risposto al premier dicendo che è impensabile avere a disposizione quasi 200 miliardi – “una cifra enorme” – e “non sapere come spenderli”. Al dissenso del PD si aggiunge anche quello di Italia Viva: la Bellanova, infatti, ha dichiarato che non è possibile – al momento – presentarsi davanti ai sindacati e Confindustria se su alcuni temi centrali del Piano – come Alitalia, Ilva e Autostrade – “la pensiamo tutti in modo differente”. E se pensiamo che lo stesso Ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, è andato contro il Presidente del Consiglio, capiamo quanto lo strappo è importante e difficile da sanare. Nel dettaglio, Gualtieri sarebbe furioso con Conte per essere stato scavalcato e ha fatto notare al premier che non è possibile convocare gli Stati Generali “senza avere poi un documento da presentare”.