Riso, è boom di importazione di chicchi dall’estero: l’allarme Coldiretti

Eppure l’Italia è il primo produttore della Ue: sono 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate l'anno 


riso

La Coldiretti ha lanciato l’allarme: «Con una crescita record del +68 per cento delle importazioni in volume è boom per il riso straniero in Italia». Un’impennata particolare dato che si contano 4mila aziende agricole italiane che raccolgono 1,40 milioni di tonnellate di riso all’anno, pari a circa il 50 per cento dell’intera produzione Ue con una gamma varietale del tutto unica.

Pericolo da contenere: ecco come
La Coldiretti, quindi, ha chiesto di potenziare la clausola di salvaguardia: «Contro la minaccia di un’invasione incontrollata di riso dall’estero è necessario potenziare la clausola di salvaguardia a tutti gli accordi commerciali di libero scambio siglati dalla Ue prevedendo un’attivazione automatica dei dazi in caso di aumento troppo rapido delle importazioni con danno sia alle imprese agricole che all’industria di trasformazione. Una clausola di salvaguardia da estendere anche al tema dell’ambiente e dei diritti umani come già avvenuto per la Cambogia e il Myanmar. Il riso Indica prodotto in Cambogia e Myanmar (ex Birmania) – precisa la Coldiretti – arrivava infatti sul mercato della Ue in volumi e livelli di prezzo tali da determinare serie difficoltà agli agricoltori europei. Mentre, oltre a fare concorrenza sleale ai produttori italiani, sulla ex Birmania pesa – ricorda la Coldiretti – l’accusa di violazione dei diritti umani ed addirittura di “genocidio intenzionale” peri i crimini commessi contro la minoranza musulmana dei Rohingya».

«Viste le gravi condizioni sociali e ambientali è necessario attivare al più presto la sospensione del regime EBA (tutto tranne le armi) per la Cambogia ed aprire immediatamente le procedure anche per il Myanmar, per violazione dei diritti umani, attivando al tempo stesso un monitoraggio quotidiano e coordinato a livello europeo delle importazioni di riso Japonica dal Myanmar, cresciute in modo sospetto forse nel tentativo di aggirare la clausola di salvaguardia attiva solo sul riso Indica. Infatti nei primi sei mesi del 2019 gli arrivi di riso dall’ex Birmania sono aumentati di ben 12 volte in volume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».

«Nell’ambito dei negoziati internazionali per gli accordi di libero scambio il riso – sostiene la Coldiretti – deve essere considerato un prodotto “sensibile” dalla Commissione Ue, evitando nuove concessioni all’import e rendendo obbligatoria a livello europeo in etichetta l’indicazione del Paese di origine in modo da indirizzare gli investimenti dei fondi comunitari per la promozione solo verso il riso coltivato nell’Unione».

«Per la sicurezza dei consumatori è poi necessario eliminare le soglie di tolleranza per le sostanze vietate all’interno dell’Ue con il divieto all’importazione di prodotti agricoli contenenti sostanze attive non approvate nell’UE con reciprocità nelle regole sull’uso degli agrofarmaci tra i produttori Ue e tra questi e quelli dei paesi terzi».

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