Ritorno a scuola col ritmo giusto per dare il massimo  

di Margherita Lopes 

Un tempo per ogni cosa e ogni cosa a suo tempo. “I ritmi dell’organismo – anche quello dei bambini – sono regolati da sincronizzatori esterni, primo fra tutti l’alternanza buio-luce. E nel corso della giornata si hanno cambiamenti anche psicologici e dell’umore: infatti la mattina è orientata al pessimismo, il pomeriggio e la sera all’ottimismo”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute è Italo Farnetani, docente della Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, che in occasione del ritorno a scuola dei bambini italiani ricorda: “Il compito dei genitori si potrebbe riassumere nel fare la cosa giusta all’ora giusta. La cronopsicobiologia può infatti aiutare i piccoli a dare il massimo”.  

Ore 6.30-7.30: il risveglio. “Il bambino ci mette circa 8 minuti per svegliarsi completamente. Non si può pretendere perciò – avverte Farnetani – che si alzi immediatamente. Il consiglio è di svegliarlo 10 minuti prima e permettergli così un tranquillo risveglio. 3-4 minuti li dovrà impegnare a lavarsi i denti (preferibilmente con un dentifricio a base di fluoro); 10-15 minuti invece andranno dedicati alla prima colazione. Si deve dedicare alla colazione un tempo sufficiente in modo che nessuno sia in ritardo e che l’ambiente possa essere rilassato”.  

Ore 8.30-10.30: il risveglio mentale. Durante il sonno l’organismo ‘regola al minimo’ le proprie funzioni per risparmiare energia, visto che in pratica non ha nulla da fare. “Certo non si può pensare che un sistema così complesso come il corpo umano si accenda e riparta immediatamente. Non è vero dunque che queste sono le ore migliori per studiare, perché si ha la mente fresca: la mente ancora non funziona a pieno ritmo si devono privilegiare le azioni che richiedono il minor numero di operazioni mentali, perciò gli esercizi scritti più meccanici, il disegno per i piccoli o il teatro. L’attività ideale dovrebbe essere la ginnastica, cioè la lezione di educazione fisica: un risveglio muscolare favorirebbe anche il risveglio mentale. Non vanno fatti invece i compiti in classe. In questa fascia oraria si possono tenere anche le lezioni di educazione artistica in cui si devono fare disegni o composizioni varie, di educazione tecnica in cui devono eseguire il disegno tecnico, e di musica”. 

Ore 10.30-11.00: lo spuntino. “È un pasto importante: insieme alla prima colazione deve fornire un quarto di tutte le calorie della giornata”, dice il pediatra.  

Ore 11.00-12.30: il momento del ragionamento. In questa fase predomina la memoria di breve durata: si ricordano le nozioni per pochi secondi e in numero limitato. “Questo è il periodo in cui il bambino ha la maggior capacità di ragionare: è il momento migliore per studiare matematica, analisi logica e grammaticale, fare temi d’italiano, studiare fisica, informatica e chimica. È il momento migliore anche per i compiti in classe. Insomma sono le ore d’oro dell’intera mattinata di lezione; gli insegnanti dovrebbero farne tesoro”, dice Farnetani. 

Ore 12.30-13.00: la decelerazione. Questa è la fase in cui diminuisce rapidamente la capacità di concentrazione. “Conviene concludere gli argomenti iniziati alle 11 e trattare materie in cui prevalgano operazioni mentali concrete, cioè parlando su cose che si riescano a vedere o immaginare con facilità, perciò geografia, scienze”. 

Ore 13.00-14.00: il pranzo. “Se il pranzo si consuma in famiglia, tutti devono mangiare le stesse pietanze. In ogni caso è importante rispettare la rotazione settimanale degli alimenti, infatti la carne va mangiata 3-4 volte, mentre il pesce 2-3 volte e 1-2 volte un piatto unico a base di cereali e legumi. Per chi studia sono particolarmente indicati un piatto di fagioli o ceci che contengono molto ferro, utile per facilitare l’apprendimento”. 

Ore 14.00-15.00: la sonnolenza. È un fenomeno normale, che va rispettato: dopo i 4 anni “il bambino non ha più bisogno del sonnellino pomeridiano. Questo periodo va invece riservato, quando è possibile alla vita all’aria aperta, possibilmente in piena libertà. Per chi ancora fa il tempo pieno sarebbe il momento per qualche ‘partitella’. Chi è a casa potrebbe uscire a giocare con gli amici o a fare una passeggiata con uno dei genitori”. 

Ore 15.00-17.00: la memoria. È il periodo della giornata in cui la memoria funziona maggiormente, perciò si apprende e quindi si studia meglio. Queste sono le ore per fare i compiti. In questa prima parte del pomeriggio converrà iniziare a studiare le materie che hanno la quantità maggiore di nozioni: lingua straniera, storia, italiano. I compiti scritti vanno lasciati per ultimi.  

Ore 17.00-17.30: la merenda. È uno dei 5 pasti principali ma quello che deve fornire il minor numero di calorie: il 10% del totale giornaliero. Deve essere perciò un pasto leggero perché il bambino deve arrivare a cena con la fame. 

Ore 17.30-20.00: la ricreazione. Meglio sarebbe aver già finito di fare i compiti. “Per chi ne ha tanti consideriamo che la capacità di apprendimento diminuisce più ci si avvicina alla cena, perciò lasciamo per ultimi, come abbiamo già detto, i compiti scritti e le materie più facili”. Ultimo sforzo, dopo aver terminato i compiti: “Prepariamo lo zainetto per il giorno dopo, soprattutto per i bambini delle medie, controllando nel diario le materie e perciò i libri e il materiale necessario”, dice il pediatra. Finiti i compiti l’ideale sarebbe poter fare sport e attività fisica. “Quando non è possibile i bambini possono guardare la televisione, usare il computer o divertirsi con un videogioco. Ricordiamo però che queste attività non devono occupare complessivamente più di 2 ore al giorno”, insiste il pediatra. 

Ore 20.00-21.00: la cena. Tre volte la settimana ci deve essere un pasto a base di formaggio, 2 volte di salumi, una volta un uovo e almeno una volta la pizza. “Naturalmente la televisione deve essere spenta. Ricordiamo che frutta e verdura vanno mangiate sia a pranzo che a cena”. 

Ore 21.00-23.00: relax. “Tutti i bambini in questa fase vorrebbero giocare con i genitori, ma quasi sempre la televisione capta l’attenzione di tutta la famiglia. Ricordiamo che non deve mai superare la quantità di 2 ore giornaliere (compreso computer e videogiochi). No a programmi paurosi o con troppa tensione. Inoltre – raccomanda – mai addormentarsi guardando la televisione e neppure guardarla mentre si è a letto”. L’arrivo del sonno va agevolato garantendo un ambiente tranquillo in tutta la casa, “i genitori non devono essere pedanti, né sfruttare questo momento per insegnare i modi di lavarsi i denti, di mettere a posto i vestiti, perché tutto ciò aumenterebbe l’attenzione e scaccerebbe il sonno”, dice Farnetani.  

“Ricordiamoci che l’organismo ha dei propri ritmi, perciò è opportuno che i bambini vadano a letto sempre alla stessa ora. L’orario giusto per andare a letto è quello in cui si chiudono gli occhi, cioè il bambino va a letto e si addormenta subito. Per esser certi che non sia un’ora troppo tarda basta controllare il giorno dopo: se il bambino al mattino sbadiglia, ha mal di testa, è irritabile, cioè noioso, significa che va a letto troppo tardi e perciò bisognerà mandarlo prima a dormire la sera”.  

Si deve ricordare inoltre che questi sincronismi si incrementano con il progredire dell’età, e sono più evidenti fra i 6 e 16 anni. “Esiste anche un ciclo settimanale influenzato dal fine settimana – conclude l’esperto – per cui il lunedì mattina si ha il rendimento più basso, che però aumenta progressivamente fino al martedì pomeriggio per poi stabilizzarsi sostanzialmente, anche se il massimo di prestazioni si raggiungono il giovedì per l’intera giornata e il venerdì mattina”.  

(Fonte: Adnkronos Salute)