Ritratti in controluce, il documentario che racconta cecità e stereotipi sul lavoro

In 55 minuti la giornalista Alessia Bottone affronta il tema dei pregiudizi con cui convivono le persone con disabilità visiva in cerca di un'occupazione

Raccontare i pregiudizi che ruotano attorno alla capacità lavorativa dei disabili visivi nell’era del digitale, ma anche i successi di “chi ce l’ha fatta” riuscendo ad abbattere il muro dello stereotipo e conquistando posizioni rilevanti all’interno di aziende o enti pubblici. E’ questo l’obiettivo di Ritratti in controluce, il documentario realizzato dalla giornalista Alessia Bottone con il sostegno della Fondazione Giorgio Zanotto.

Disabilità visiva e abilità non viste
Un cortometraggio di 55 minuti in cui, immagine dopo immagine, l’autrice ripercorre il vissuto e le esperienze degli intervistati con l’obiettivo di contribuire a sensibilizzare e diffondere le buone pratiche e gli esempi virtuosi nazionali. «L’opera di convincimento sulle nostre possibili abilità non finisce mai», dice uno dei protagonisti del video. E, infatti, spesso i non vedenti sono relegati al centralino, indipendentemente dai loro studi o dalle loro capacità. Per questo motivo il documentario cerca di far conoscere anche le nuove tecnologie che permettono di affrontare la disabilità visiva in modo completamente diverso rispetto al passato.